Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Giovanni Manurita

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Via Giovanni Manurita è una traversa di via del Musicisti nel quartiere Sant’Elia..

Giovanni Manurita nacque a Tempio Pausania il 1º agosto 1895.

Durante la prima guerra mondiale, fu chiamato alle armi e frequentò a Modena, il corso per ufficiali di fanteria. Nel 1916 fu arruolato nel 45º Reggimento fanteria della Brigata Sassari, con la quale partecipò ad alcune battaglie sul Carso e sull’ Altipiano di Asiago. Fu ferito gravemente e gli vennero amputate due dita della mano. Entrò a far parte della nascente arma dell’aviazione, comandata da Gabriele D’annunzio. Nel 1918 fu destinato al Comando Supremo Aeronautico di Roma e fu congedato il 6 febbraio 1920.

Alla fine della guerra, Manurita si laureò in giurisprudenza e iniziò a studiare canto. Nel 1922 debuttò al Teatro Quirino nel ruolo di Ernesto nel Don Pasquale di Donizetti. Si esibì al Teatro Costanzi nel ruolo del cavaliere Des Grieux, nella Manon di Massenet, con Carmen Melis come protagonista.

Nel 1923 debuttò al Teatro Carcano di Milano, nel ruolo di Elvino ne La Sonnambula di Bellini. In seguito interpretò lo stesso ruolo al Politeama Regina Margherita di Cagliari. A Milano nel 1924, cantò al Teatro del Verme, nella prima mondiale de Giocondo e il suo re, di Carlo Jachino.

Nel 1926 cantò alla Fenice nel ruolo del Conte d’Almaviva, ne Il Barbiere di Siviglia di Rossini. Tra il 1927 e il 1929  cantò nelle principali città europee. Nel 1930 cantò il Barbiere di Siviglia alla Civic Opera House di Chicago e interpretò Edgardo nella Lucia di Lamermoor  di Donizetti.

Nel 1931 fu al Carlo Felice di Genova, sempre nel ruolo di Almaviva e  nel febbraio successivo, interpretò il ruolo di Paolino ne Il matrimonio segreto di Cimarosa. Al Teatro Regio di Torino, si esibì nella Linda di Chamounix, nel Rigoletto, ne Il Barbiere di Siviglia, in Giannina e Bernardone e ne La sonnambula di Mignon.

L’anno successivo cantò ne La Boheme al San Carlo di Napoli e in seguito ne La sonnambula.

Nel 1933 debuttò alla Scala, nel ruolo di Lindoro ne l’Italiana in Algeri di Rossini e Il 6 maggio dello stesso anno, fu ancora alla Fenice di Venezia con Linda, di Chamounix

Grazie alle sue doti di attore, Manurita girò tre film: Non ti conosco più nel 1936, L’Allegro cantante due anni dopo e La Voce senza volto, nel 1939.

Nel 1938 interpretò la romanza del principe Non ho che un canto, nel doppiaggio italiano del film Disney, Biancaneve e i sette nani.

Nel giugno del 1944 alla liberazione di Roma, Manurita ricevette un encomio solenne, per essersi prodigato coraggiosamente per la causa della Resistenza.

La sua ultima apparizione avvenne nel maggio del 1950 al Teatro Augusteo di Salerno con Il trovatore, nel quale concesse il bis dell’aria “di quella pira”.

Ritiratosi dalle scene si diede all’ attività di docente presso l’Accademia di Santa Cecilia fino al 1965.

Giovanni Maurita morì a Roma nel 1984.