Ad Adiuvandum: oltre 5.500 prelievi di sangue effettuati con le strutture dell’Esercito

Conferenza stampa stamattina nella sede del Comando Generale dell’Esercito a Cagliari: è stato presentato un primo rendiconto sull’attività svolta dalla Ad Adiuvandum verso la tutela della salute

di Antonio Tore

La Rete di Solidarietà Sociale Ad Adiuvandum, con la partecipazione della Regione Sardegna, del Ministero della Difesa, del Gruppo L’Unione Sarda, dell’Associazione Sarda Bellezza è nata con l’intento di realizzare un’azione di tutela della salute nell’ambito della emergenza sanitaria da Covid-19.

La Rete, nata senza scopo di lucro e usufruendo solamente di donazioni, affiancando le strutture sanitarie dela Sardegna, ha in corso da tre mesi analisi di sangue a campione, nella lotta al contrasto alla diffusione del contagio.

La Rete può usufruire dei locali dell’ex Ospedale Militare di Cagliari, grazie ad un accordo con il Ministero della Difesa che ha messo a disposizione anche i propri militari sanitari per le operazioni di prelievo.

In una conferenza stampa svoltasi stamattina presso il Comando Generale dell’Esercito a Cagliari Maria Antonietta Mongiu, referente della Rete, ha comunicato che stati effettuati oltre 5.500 test sierologici con la collaborazione dei militari: “Siamo partiti soli e ci siamo ritrovati in una processione” – ha detto la Professoressa – “mai come in questo momento, in Sardegna bisogna essere uniti a prescindere da posizioni politiche differenti”.

Alla conferenza era presente anche il sottosegretario alla difesa Giulio Calvisi che ha evidenziato come la collaborazione di enti diversi ha prodotto un risultato straordinario e ha preannunciato che gli esami sierologici saranno estesi anche a piazze e quartieri dei Comuni che vorranno prender parte al progetto, come ad esempio sant’Elia e piazza Medaglia Miracolosa a Cagliari.

Lo stesso spirito di collaborazione tra enti dello Stato è stato espresso dal sindaco di Cagliari Truzzu (Grazie alla collaborazione, abbiamo potuto riprenderci alcune libertà, seppur limitate”), da quello di Quartu Sant’Elena Milia (Questa esperienza ci fa capire che solamente unendo le esperienze possiamo vincere contro questo virus e questa è una modalità da riproporre anche in altre emergenze”), dal sindaco di Assemini Licheri (“E’ importante partecipare per dimostrare solidarietà e unità”), dal sindaco di Maracalagonis Fadda (“Aderiamo concretamente, mettendo a disposizione locali e attrezzature necessarie”), dal sindaco di Ussana Contini (“Adesione senza riserve: ad Adiuvandum farà cambiare il modo di lavorare e porsi davanti ai problemi”), dal vice sindaco di Mandas Gianluca Mandas (“Amministrare significa donare, solidarietà significa condivisione e partecipazione”).

Ha concluso la conferenza Carlo Mannoni, rappresentante della Fondazione di Sardegna, il quale ha confermato la partecipazione attiva della Fondazione al progetto evidenziando come “tutti i soggetti, pubblici e privati, dovrebbero prendere spunto dalla esperienza del progetto di Ad Adiuvandum e creare una modalità standard e fissa”.