Cagliari in caduta libera, perde 0-1 a Firenze

I rossoblù in caduta libera, restano alle soglie della zona retrocessione. Gioco latitante e senza aggressività. Joao Pedro si fa parare un rigore e Simeone si divora tre occasioni. Di Francesco sarà confermato?

di Antonio Tore

Di Francesco schiera, a sorpresa, Pisacane sulla fascia destra. Confermato il rientro di Godin, Simeone al centro dell’attacco e Oliva a centrocampo.

Primo tempo sonnolento e senza grandi sussulti, con uno sterile possesso palla del Cagliari. Forse per dare la sveglia in campo, al 25° l’arbitro decide di salire agli onori della cronaca, assegnando alla Fiorentina un calcio di rigore che definire incomprensibile non rende l’idea.

Richiamato al VAR, Giacomelli non ha dubbi sulla cancellazione della propria decisione e non concede il rigore.

Al 36° la possibile svolta: una veloce discesa di Sottil sulla destra, innesca Nainggolan. Sul cross in area si avventa Joao Pedro che viene atterrato al momento di calciare. Rigore netto che l’arbitro Giacomelli fischia senza indugi.

Sul dischetto si presenta lo stesso Joao Pedro che prende una lunga rincorsa. Tiro angolato, ma rasoterra e lento su cui il portiere della Fiorentina Dragowski non ha grandi problemi a bloccare  a terra.

Secondo tempo con almeno tre occasioni per Simeone, che riesce a sbagliare l’impossibile anche quando riesce a saltare il portiere, tentando di superarlo con un pallonetto che finisce alto.

Al 72° la frittata: Marin perde un contrasto al limite dell’area della Fiorentina. Il pallone finisce a Callejon (abbastanza anonimo fino al momento) che crossa in area: Pisacane è in ritardo sulla diagonale e viene preceduto da Vlahovic che insacca il pallone dell’1-0.

Il Cagliari si spinge in avanti e crea dei pericoli ala difesa viola. Al 74° su un tiro di Marin destinato in rete, una deviazione costringe  Dragowski ad una respinta d’istinto col piede.

Nonostante il triplo cambio (Pavoletti per Simeone, Ounas per Nainggolan e Zappa per Pisacane) il gioco non produce nulla di positivo, come il successivo cambio di Cerri al posto di Oliva e di Tramonì al posto di Sottil.

Giunge cosi la quarta sconfitta consecutiva per il Cagliari che, solamente per la contemporanea sconfitta del Torino mantiene due punti di vantaggio sul terzultimo posto.

La crisi della squadra è evidente, senza una linea di gioco aggressiva come dovrebbero avere coloro che lottano per la permanenza in serie A. Il fatto di avere tanti giocatori in avanti che girovagano ai limiti dell’area avversaria, senza riuscire a essere concreti, pone la squadra in condizioni di inferiorità numerica nella fase di costruzione del gioco e la sola presenza di Nainggolan non è sufficiente a garantire equilibrio.

Sembra un crisi irreversibile e il malumore dei tifosi monta a dismisura. Il progetto Giulini-Di Francesco non è ancora decollato e sembra molto lontano dai desideri di tutti.

La società, a questo punto, deve uscire allo scoperto, mentre l’allenatore dovrebbe fare scelte definitive sul modulo da utilizzare e non procedere a continui cambi di giocatori e schemi.

Il patrimonio del Cagliari non deve andare perso nel rincorrere schemi e moduli rivelatisi inutili e dannosi per quanto riguarda gioco e risultati.