Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Zerfaliu

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Zerfaliu è un comune della provincia di Oristano di circa 1.000 abitanti e confina con Ollastra, Simaxis, Solarussa, Villanova Truschedu e Paulilatino.

Secondo il canonico Giovanni Spanu il toponimo deriverebbe dal fenicio Shiaraph, che significa “sito arido, riarso”. In realtà questa ipotesi sembra contraddetta dalla collocazione geografica di Zerfaliu, a poche centinaia di metri dal Tirso, in un luogo in passato paludoso.

Un’altra teoria, sostenuta da Raimondo Bonu, afferma che il nome deriverebbe dalla unificazione dei termini greci (Zoros, forte) e fleos (pianta palustre).

Questa seconda opinione sembrerebbe confermata anche dallo storico Massimo Pittau che fa derivare il nome da quello della pianta tzarfalíu, tzarpalíu «cerfoglio», il quale deriva dal lat. chaerephyllum, chaerepolum, c(a)erepollum, cerefolium. Questo villaggio, dunque, avrebbe derivato la sua denominazione dalla particolare presenza, in origine, della citata pianta nel sito in cui è sorto.

Il nome del paese viene successivamente citato nel trattato di pace del 1388 tra Eleonora d’Arborea e Giovanni I d’Aragona (detto “il cacciatore”), ove nelle assemblee deputate ad eleggere i procuratori incaricati a stipulare il trattato, figurano ben quindici rappresentanti di Cerfallio: ciò dimostra che all’epoca il paese aveva una discreta consistenza numerica.

L’area fu abitata già in epoca nuragica come testimoniato dalla presenza nel territorio di alcuni  resti dei nuraghi Jana Cagotti, vicini al paese, mentre dei nuraghi Crabaide su Strampu e San Giovanni restano poche tracce. Alcune tombe di Giganti sono state individuate a Bau Craba e Serra Ebbruzzu.

La presenza romana è testimoniata dal ritrovamento di un dischetto di bronzo con incisioni del II secolo d.C. e, soprattutto, dalla piccola necropoli di santu Giuanne, con tombe dell’età dell’imperatore Adriano.

Vicino alla necropoli di santu Giuanne sorge la chiesa di san Giovanni battista, il cui impianto romanico originario è del XIII secolo, forse realizzato con materiale del vicinissimo nuraghe San Giovanni. Totalmente costruita con pietre basaltiche e calcaree, oggi sorge in periferia.

L’altra chiesa, dedicata alla Santissima Trasfigurazione è situata nel centro storico del paese e risale al periodo della dominazione spagnola ed è affiancata da un arco pisano risalente all’XI-XII secolo.  Dietro l’altare è visibile una vetrata dedicata a Gesù Trasfigurato. Nella vigilia della festa si compie una lunga processione detta s’Arrassignu. Sentita è la festa in onore di san Giovanni, patrono dei pastori, a fine giugno, cui è associata la sagra della pecora, occasione per degustare pecora bollita e malloreddus. Altri riti coinvolgenti sono la festa di san Pio e s’Incontru a Pasqua.

Durante il medioevo, Zerfaliu faceva parte della curatoria del Campidano di Oristano nel Giudicato di Arborea, alla cui caduta entrò a far parte del Marchesato di Oristano, Ma dopo la definitiva sconfitta degli arborensi, nel 1478, passò sotto il dominio aragonese e divenne un feudo.

Intorno al 1767, in epoca sabauda, venne incorporato nel marchesato d’Arcais, feudo dei Flores Nurra, ai quali fu riscattato con la soppressione del sistema feudale, per cui divenne un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Nel 1918 il paese assiste a una delle tante alluvioni del Tirso. Questa volta l’ondata è così potente da spazzare via il vicino paese di San Vero Congius, risparmiando miracolosamente Zerfaliu.

Qualche anno più tardi San Vero Congius fu ricostruita da alcuni superstiti a distanza di sicurezza dal fiume, ma la maggioranza si era già trasferita nei paesi vicini. In seguito, la costruzione degli argini e della diga di Santa Vittoria placherà la furia del Tirso.

Zerfaliu si adagia nel Campidano maggiore, vicino alla sponda destra del Tirso, il fiume più lungo dell’Isola, che attraversa tutto il suo fertile e florido territorio.

Zerfaliu è un importante centro di produzione di agrumi, a cui è dedicata la sagra degli agrumi tra febbraio e marzo. Oltre ad aranci, mandarini, mandaranci e pompelmi di tutte le qualità, sono esposti anche prodotti agroalimentari e artigianali, preparati dolci e marmellate a base di agrumi e offerte degustazioni di piatti tipici.

L’area destinata alle coltivazioni, ai ‘giardini’ di frutteti, è il lembo di terra che separa il paese dal fiume, su Bennaxi, reso particolarmente fertile dal limo sedimentato nelle inondazioni. Le altre parti del territorio sono Gregori, destinata a coltivazione di cereali e pascoli, e la suggestiva estremità settentrionale, s’Ungroni, una vallata dominata da querce, macchia mediterranea e dal nuraghe ‘e Mesu, il maggiore e meglio conservato del paese, una struttura complessa con due torri minori affiancate al mastio.

Zerfaliu, come detto, è situato a breve distanza dal Tirso, il maggior fiume della Sardegna. Dal Tirso Zerfaliu ha tratto, nel corso della sua storia, sia vita che morte: qui sorgeva in età feudale la peschiera di “Cerfalliu”, acquistata il 23 agosto 1767 dal nobile don Damiano Nurra insieme al titolo di marchese sulla zona. Ma allo stesso tempo il fiume, con le sue inondazioni, distruggeva periodicamente campi e raccolti.