Rubrica: ”Una strada, un personaggio, una Storia” – Cagliari, via Giuseppe Luigi Lagrange

Ogni settimana parleremo di una strada raccontando la storia del personaggio a cui è dedicata. Si potranno scoprire così le persone, molte volte sconosciute, legate alla storia della Sardegna o Italiana tramite la loro biografia.

di Annalisa Pirastu

Via Giuseppe Lagrange è una traversa di viale Marconi.

Giuseppe Luigi Lagrange, di genitori francesi, nacque a Torino nel 1736.A 14 anni si iscrisse all’università di Torino, in giurisprudenza e matematica. Studiò gli scritti dei maggiori matematici e intraprese lo studio del Methodus inveniendi lineas curvas di Eulero, che lo condusse a un nuovo metodo per ricavare l’equazione verificata da una curva o una superficie soddisfacente a una condizione di massimo o di minimo, pertinente il calcolo delle variazioni. Comunicò la scoperta allo stesso Eulero che ne riconobbe il valore e contribuì al riconoscimento internazionale del giovanissimo autore, facendolo aggregare nel 1756 all’Accademia di Berlino.

Grazie al credito internazionale datogli dalla sua intuizione matematica, nel 1755 Lagrange fu nominato assistente presso le Scuole di artiglieria. Redisse diversi corsi come quello di geometria cartesiana e calcolo differenziale, con il titolo Principii di analisi sublime. Nel 1757 diede vita ad una “Privata società” con il fine di svolgere ricerche matematiche e sperimentali. Nacquero così i volumi dei Miscellanea taurinensia, con la memoria di Lagrange sulla propagazione del suono. La pubblicazione. prima nel suo genere e di altissimo livello, lo inserì in un dibattito scientifico che vedeva impegnati i maggiori matematici del diciottesimo secolo.

Nel secondo volume dei Miscellanea, Lagrange pubblicò il suo metodo per i massimi e per i minimi, arricchito dall’applicazione ai principi della dinamica. Federico II, per intercessione di d’Alembert, lo invitò a prendere il posto di Eulero, che si era spostato a Pietroburgo, all’Accademia di Berlino.

Nel 1764 all’Académie des sciences, Lagrange spiegò il fenomeno della librazione della Luna, formulando per la prima volta in ambito scientifico, il principio delle velocità virtuali. Nel 1766 si insediò a Berlino come direttore della classe di matematica. Libero dalle attività didattiche, pubblicò in vent’anni una sessantina di fondamentali memorie sugli Atti dell’Accademia, documentando le curve tautocrone e la risoluzione numerica delle equazioni, che divenne il punto di partenza per le successive ricerche. Pubblicò anche una fondamentale memoria sulle equazioni alle differenze finite, un teorema di addizione per gli integrali ellittici, una celebre formula di inversione per l’equazione ax+ψ(x) = 0, ricerche pionieristiche sull’integrazione delle equazioni alle derivate parziali del primo ordine, una soluzione dell’equazione di I. F. Riccati mediante le frazioni continue ,il metodo della variazione delle costanti arbitrarie per la ricerca di un integrale particolare di un’equazione differenziale lineare. Prese parte al concorso bandito dall’Accademia di Berlino nel 1784 sull’infinito in matematica. Accanto a questi risultati ne ottenne altri in quasi tutti i campi delle matematiche, dalle teorie dei numeri al calcolo delle probabilità, all’astronomia matematica, alla meccanica celeste. Nel 1786 terminò il trattato Mécanique analytique.

Già duramente colpito dalla morte della moglie, e di d’Alembert, con la morte di Federico II Lagrange ,vide venir meno le condizioni favorevoli che si erano create a Berlino e si trasferì a Parigi. Nel 1787 fu creato per lui un incarico all’ Académie des sciences. A Parigi si interessò di Chimica partecipando ai lavori di Lavoisier che innovavano tale disciplina.

I primi anni della Rivoluzione videro Lagrange impegnato nella Commissione per la riforma del sistema di pesi e misure che introdusse il metro, litro, chilogrammo e il sistema decimale. Con la soppressione delle Accademie e i provvedimenti contro gli stranieri, Lagrange fu minacciato, ma il sostegno dei colleghi gli permise di restare a Parigi dove fu impiegato in più commissioni :pubblica istruzione, pesi e misure, artiglieria. Dopo termidoro nel luglio-agosto 1794, fu incaricato professore all’École normale e all‘École polytechnique. Venne nominato membro dell’Ufficio de Longitudes, fondato nel 1795 . A queste funzioni è legata la maggiore produzione con finalità didattiche di  Lagrange che diede alle stampe lThéorie des fonctions che rappresenta il massimo tentativo fino ad allora compiuto, di porre su nuove basi il calcolo differenziale e integrale e di unificare le varie parti delle matematiche.

Con il Consolato e l’Impero Lagrange divenne senatore nel 1799, membro della Legion d’onore nel 1803, Grande Ufficiale nel 1804 e, infine Conte dell’Impero. Nel 1802, in seguito ad un senatoconsulto presentato dallo stesso Lagrange, il Piemonte entrò a far parte della Repubblica francese e Lagrange divenne cittadino francese. L’ultimo periodo della sua vita fu caratterizzato da una intensa attività di ricerca che gli consentì di produrre importanti memorie sull’applicazione della variazione delle costanti, alla meccanica e di rivedere tutte le sue opere didattiche.

Alla sua morte a Parigi nel 1813, i suoi manoscritti furono acquistati dal governo francese.