CNA, Artigianato Artistico e Tradizionale: Regione sorda all’appello degli artigiani

Situazione al collasso: oltre quattrocento aziende e seicento addetti in balia ad una crisi senza precedenti dovuta alle restrizioni legate al coronavirus, alle festività natalizie deludenti e a una stagione turistica nefasta

di Antonio Tore

 Mele (Cna Artistico e Tradizionale): “Le richieste di sostegno per il settore sono cadute nel vuoto. È urgente un bonus a favore degli artigiani dell’artistico, tipico e tradizionale che nel 2020 hanno subito un significativo decremento del fatturato. La Regione dimostri per le imprese che producono oggetti della tradizione sarda, la stessa sensibilità che ha riservato alle altre categorie in crisi”

Dopo numerose sollecitazioni cadute nel vuoto la Cna Artistico e Tradizionale chiede ancora una volta alla Regione Sardegna di passare dalle promesse ai fatti e predisporre con urgenza un bonus a favore degli artigiani che nel 2020 hanno subito una significativa diminuzione del fatturato rispetto al 2019. Più volte e con diversi mezzi, nei mesi scorsi, la CNA ha richiamato l’attenzione delle istituzioni regionali, dell’assessore all’Artigianato, Turismo e Commercio Gianni Chessa per primo, chiedendo che vengano predisposti mezzi di sostegno per le oltre 400 aziende e i seicento addetti del settore, in balia di una crisi senza precedenti dovuta alle restrizioni legate al coronavirus e a una stagione turistica nefasta.

“L’annullamento di iniziative pubbliche, cerimonie, sagre, eventi privati ha generato danni enormi in termini di fatturato e di utili. A questo si aggiunge la cancellazione di manifestazioni fieristiche. Non solo gli artigiani hanno alle spalle, commercialmente parlando, il peggior anno degli ultimi decenni, ma vivono nell’incertezza per quanto accadrà nel 2021, considerato che continuano ad essere procrastinati gli eventi fieristici e le manifestazioni, sono confermate le ristrettezze su tutti i livelli e la domanda è precipitata”, denuncia il presidente regionale della Cna Artistico e Tradizionale Peppino Mele, evidenziando come nemmeno le recenti festività natalizie abbiano dato il respiro sperato. “In parte per le limitazioni imposte dal Governo, in parte per la paura diffusa del contagio, la tendenza è stata quella di acquistare online oggettistica di produzione extraregionale o estera, al posto degli oggetti di artigianato venduti nelle botteghe in cui vengono prodotti. Anche il Natale, come la stagione estiva, si è rivelato tra i più funesti degli ultimi anni”.

Molti settori vivono un momento drammatico, ma nel nostro caso la chiusura di una bottega artigiana non è solo un fallimento per la collettività tutta, è anche un pezzo di storia, di cultura e di identità della regione che sparisce: un danno che non ci possiamo permettere”, aggiunge Maria Antonietta Dessi, responsabile CNA Artistico e Tradizionale Sardegna. “Ceramiche, tappeti, arazzi, gioielli, coltelli, manufatti in legno, metallo, vetro, tutti espressione della tradizione isolana, rischiano di scomparire a seguito della chiusura di decine di imprese del settore. Non si tratterebbe solo di un enorme danno economico – visto che ad ogni artigiano è legato un indotto significativo – ma anche di un errore irreparabile in termini di identità, storia e cultura isolana”.

Nei mesi scorsi la Regione Sardegna si è mostrata sensibile al dramma che stanno vivendo altre categorie, concedendo loro aiuti finalizzati al sostegno economico di micro e piccole imprese compresi i lavoratori autonomi, in certi casi addirittura soggetti privi di partita IVA – evidenzia Mele -. Chiediamo che quella stessa attenzione sia rivolta alle imprese del settore artistico, tipico e tradizionale che operano, anche in un momento drammatico come questo, nel rispetto delle regole e di un regime fiscale e contributivo oltremodo gravoso. È necessaria e urgente una misura simile al cosiddetto Decreto Ristori o un apposito bando emanato dall’Assessorato regionale del Lavoro, dedicato unicamente alle imprese al settore e che preveda un bonus a favore degli artigiani che nel 2020 hanno subito un significativo decremento del fatturato rispetto al 2019”.