Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Arzana

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Arzana (Àrthana in sardo) è un comune della provincia di Nuoro di oltre 2.000 abitanti e confina con Elini, Ilbono, Lanusei, Villagrande Strisaili, Gairo, Tortolì, Jerzu, Seui, Seulo, Desulo, Artizo e Villaputzu.

Secondo lo storico Massimo Pittau il toponimo Arzana deriverebbe dalla sua posizione geografica, caratterizzata dalla “brezza fredda” e dal “gelo”, essendo posto a circa 800 metri sul livello del mare, nella subregione barbaricina dell’Ogliastra.

Il comune sorge ai piedi del monte Idolo, sul versante del Gennargentu che guarda al mare e, infatti,  dall’abitato si può scorgere la piana ogliastrina con una visuale panoramica che può arrivare anche al mare  del golfo di Arbatax.

La parte più montuosa del territorio è occupata in buona parte da boschi di lecci e querce da sughero, piante largamente diffuse nelle zone interne della provincia ogliastrina.

Nel comune di Arzana è posta la vetta più alta della Sardegna: Punta La Marmora che raggiunge i 1.834 metri.

Punta La Marmora è chiamata, in sardo, “Perdas Crapìas” (“Pietre Fessurate”)  per via della natura scistosa delle sue rocce che tendono a frantumarsi. e si trova nel massiccio del Gennargentu, nei territori di Arzana e Desulo.

La vetta porta il nome del Generale e scienziato Alberto Ferrero della Marmora, il quale descrisse la sardegna in due opere scientifico-letterarie: Voyage en Sardaigne, del 1826 e Itinéraire de l’île de Sardaigne, del 1860.

Il clima è piuttosto freddo con inverni rigidi ed estati miti, numerose le precipitazioni (spesso a carattere nevoso).

La zona è ricca di corsi d’acqua, che talvolta si trasformano in cascate e laghetti: sicuramente da non perdere la sorgente di Funtana Orrubia e la cascata di Pirincanis, che scorre in una stretta e suggestiva gola.

Nelle valli del Flumendosa rimangono tratti di foreste antichissime, in particolare nel bosco di Tedderieddu in cui si trovano tre alberi di tasso tra i più vecchi d’Europa, oltre a ginepri, ginestre, ontani, cisti e lecci, dove vivono indisturbati mufloni, cinghiali e cervi.

Arzana è uno dei centri-simbolo della blue zone Ogliastra, ossia una delle sei aree del mondo dove è più alta la percentuale di centenari e persone anziane in buona salute, singolarità studiata dall’Istituto di genetica molecolare del CNR.

La longevità, una delle caratteristiche della straordinaria qualità della vita in Sardegna: è coesistenza tra patrimonio genetico, benessere ambientale e sociale e qualità del cibo.

Come altri paesi dell’Ogliastra, anche Arzana si distingue per le prelibatezze, a iniziare dai culurgionis, gustosi ravioli di formaggio, che si possono gustare col sugo di pomodoro o il formaggio, patate e la menta. In autunno, nella stagione dei funghi, ad Arzana, ogni anno, in novembre, c’è la sagra del Porcino d’Oro.

Nel territorio di Arzana si trovano numerose testimonianze dell’età nuragica, quando l’area era popolata dalla  tribù degli Iliensi. Gli Iliensi erano un’antica popolazione nuragica che abitava nella Sardegna centro-meridionale, poi rifugiatasi nell’entroterra durante la dominazione cartaginese e romana in una zona compresa tra i monti del Limbara, il Goceano e i Monti di Alà e l’Ogliastra.

Secondo la leggenda riportata dagli storici greci, l’etimologia del loro nome dovrebbe risalire a Iolao, l’eroe che condusse i Tespiadi – figli di Eracle – in Sardegna.

Un altro mito narra che gli abitanti di Ilio, meglio nota come Troia, dopo la caduta della città si sarebbero stabiliti in questa zona della Sardegna.

Il villaggio di Ruinas è il più importante monumento archeologico del paese. Altre tracce di popolazioni che hanno abitato il territorio del Gennargentu note sono le rovine di Bidda Silisè, Cortes de Maceddu, Adana.

Durante il medioevo  Arzana era una “villa” del giudicato di Cagliari e apparteneva alla curatoria dell’Ogliastra.

Dopo la distruzione di questo stato, avvenuta nel 1258 ad opera dei pisani e dei loro alleati sardi, l’Ogliastra, e quindi anche Arzana, divenne un possedimento di Giovanni Visconti, che era anche giudice di Gallura.

Sul finire del XIII secolo, caduti in disgrazia i Visconti di Pisa, i possedimenti appartenenti a questa famiglia passarono sotto l’amministrazione diretta dalla Repubblica di Pisa, mentre nel 1297 il papa concesse ai  re d’Aragona la corona del Regno di Sardegna e Corsica.

Durante il periodo della conquista aragonese della Sardegna l’ammiraglio Francesco Carroz  intervenne sulla costa ogliastrina per scacciare i pisani dalle fortificazioni costiere fin dal 1324, anno successivo a quello dello sbarco in Sardegna dell’infante Alfonso.

Berengario Carroz divenne il primo conte di Quirra e dell’Ogliastra. Secondo  Vittorio Angius (che ne parla nel “Dizionario degli Stati Sardi”) il Carroz possedeva la villa di Arzana nel 1355. In seguito i paesi dell’Ogliastra rimasero sotto la signoria delle varie casate che si alternarono nel possesso del sistema di feudi detto Marchesato di Quirra o Chirra.

L’ultima famiglia di feudatari di Arzana fu quella degli Osorio-Nules, che nel 1839, nell’ambito dell’abolizione dei diritti feudali, avvenuta all’epoca in Sardegna, rinunciarono ai loro diritti sul paese in cambio di una indennità, per cui il paese divenne un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.

Il periodo a cavallo tra XVI e XVII secolo fu segnato dalla lotta per il possesso del territorio di due villaggi abbandonati, Silisè e Orruinas. Secondo la tradizione la popolazione di questi paesini del Gennargentu più interno era stata costretta ad abbandonare i propri monti per sfuggire ad una pestilenza e solo gli arzanesi avevano dato asilo ad essa, ottenendo il diritto di unire i pascoli di Silisè e Orruinas ai propri.

Nel 1807 Arzana entrò a far parte della provincia d’Ogliastra e dal 1821 al 1859 appartenne a quella di Lanusei.

Durante questo periodo ebbe il ruolo di capoluogo del Mandamento che comprendeva i comuni di Lanusei, Ilbono, Elini e Villagrande. Anche nel XVIII secolo, prima dell’istituzione delle prefetture, il paese era stato sede del Maggiore di Giustizia, un organo dell’amministrazione feudale, di derivazione giudicale, competente per questo gruppo di comuni.

Nel 1900 Arzana diede i natali al pittore Stanis Dessy e al politico Anselmo Contu, primo presidente del Consiglio regionale sardo.

Tra gli edifici religiosi spicca la chiesa parrocchiale di san Giovanni Battista, ricostruita a metà Ottocento. All’interno osserverai una croce medievale proveniente da Silisé e un ostensorio del Seicento.

Altre chiese presenti ad Arzana sono la chiesa di San Martino e la chiesa di San Vincenzo Ferrer, copatrono del paese, situata nell’omonimo parco al centro del paese.