27 gennaio 1945-27 gennaio 2021: giornata mondiale della memoria

di Antonio Tore

Il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche della 60ª Armata del “1º Fronte ucraino” guidate dal Maresciallo Ivan Konev arrivarono nelle vicinanze della città polacca di Oswiecim (chiamata in lingua tedesca Auschwitz) e scoprirono il vicino campi di concentramento, da cui liberarono gli ultimi superstiti.

La scoperta di Auschwitz, unita alle tragiche testimonianze dei sopravvissuti rivelarono al mondo l’orrore dei genocidi compiuti dai nazifascisti.

Circa 10 giorni prima, ad Auschwitz i nazisti, incalzati dalle truppe russe, si erano precipitosamente  ritirati, portando con loro tutti i prigionieri sani, molti dei quali, tuttavia, morirono durante la marcia stessa.

L’apertura dei cancelli del campo di concentramento mostrò al mondo intero gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista.

La data del 27 gennaio  è stata stabilita dagli stati membri dell’ONU  in ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico.

Anche in Sardegna la giornata viene celebrata con diverse iniziative.

L’appuntamento a Cagliari è fissato per le ore 11 presso la Sala Consiliare del Palazzo del Governo di Cagliari, presso la Prefettura in Piazza Palazzo.

Al momento celebrativo intervengono il Prefetto di Cagliari, Gianfranco Tomao, il Sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu e l’Assessore regionale Alessandra Zedda. Concluderanno i lavori le relazioni dell’Arcivescovo di Cagliari, Monsignor Giuseppe Baturi su “Edith Stein, martire della Shoah, patrona d’Europa” e del professor Aldo Accardo dell’Università di Cagliari su “La vera cognizione della vita: un’anima per la politica e per la storia”.

Il presidente della Regione ha voluto inviare il seguente messaggio:

“Mi unisco al doloroso ricordo, che si eleva oggi in ogni angolo del mondo da ogni coscienza libera, delle sofferenze indicibili patite da una moltitudine di persone. Un ricordo che impegna tutti noi a tramandare la memoria della Shoah, a riflettere sulle sue radici e sulle sue terribili conseguenze.

Il Giorno della Memoria induce ad una riflessione che non può e non deve esaurirsi su ciò che accadde quasi 80 anni fa, ma che deve interrogarci ancora oggi sulle radici della violenza che, purtroppo, in molti, troppi casi si mostrano ancora presenti nel mondo, generando odio e discriminazione.

Sono i frutti malvagi di una perversa concezione dell’uomo e della società, che hanno trovato espressione in varie sfaccettature, tutte accomunate dalla cieca volontà di sopprimere l’avversario, il debole, il diverso, l’ostacolo alla propria volontà di dominio.

La Shoah, dunque, trascende il limite storico e diventa un perenne monito all’umanità’, un monito che dobbiamo continuare ad ascoltare perché ciò che accadde non accada mai più.

La persecuzione nazista ha ucciso milioni di donne, uomini, bambini perché ebrei. Un peso insopportabile per l’umanità’, un orrore incancellabile.

Ricordare, dunque, perché la coscienza umana sia una sentinella sempre attenta ai segnali di violenza che si riaffacciano nella nostra società sofferente.

Perché il valore sacro di ogni vita umana sia sempre al primo posto”.

Questo pomeriggio, ugualmente a Cagliari, con inizio alle 14,30 inizia l’evento “Se la memoria è ancora in pigiama: 27 Gennaio” creato da Alessandra Sorcinelli. All’incontro, che inizierà presso il Pablo Caffè di via Martini, interverranno, tra gli altri, l’Assessora alla Cultura del Comune di Cagliari Paola Piroddi e l’Assessore alle Attività Produttive Alessandro Sorgia.