Niente edificabilità  a Cagliari e Quartu   nei 300 metri  dalle zone umide

Lo prevede il nuovo Piano Casa che preclude investimenti e opere già previste in vaste zone tra le quali via Po e Porto Canale a Cagliari. Preoccupazione delle amministrazioni comunali interessate 

Redazione 

“Nel 2015, con l’introduzione dell’art. 27 della Legge Regionale n. 8, mai impugnato, si era risolta una criticità che si protraeva da anni relativamente alle fasce di contorno delle zone umide, in particolare di quelle zone urbane consolidate da tempo.​

Negli anni successivi quella norma di ragionevole tutela aveva dimostrato la sua efficacia nel garantire il rispetto deli valori ambientali e paesaggistici e, allo stesso tempo, le legittime aspettative di chi, di fatto abitava una zona del tutto urbanizzata.

Con la pubblicazione della Legge Regionale n. 1 del 2021, il cosiddetto nuovo Piano Casa, è stata introdotta una norma che di fatto vanifica gli sforzi di tante amministrazioni comunali e, in particolare, di quelle attuali dei Comuni di Cagliari e di Quartu Sant’Elena e di altri comuni della Città metropolitana, per promuovere importanti investimenti pubblici e privati.​
Con un emendamento presentato dal Partito Democratico, a firma degli onorevoli Piscedda, Deriu e Ganau, il Consiglio Regionale con voto segreto ha imposto una nuova fascia di inedificabilità di 300 metri dalle zone umide. Inedificabilità che si applica a tutti quei comuni, in Sardegna il 90%, che hanno ancora in corso l’adeguamento dei loro PUC al PPR, ma probabilmente (la legge è scritta in modo ambiguo) per tutti i Comuni sardi.​

I Comuni della Città metropolitana, circondati in larga misura da aree umide di vastissime dimensioni, di fatto non potranno vedere realizzate le decine di interventi, già finanziati, che avrebbero consentito di rigenerare importanti aree abbandonate o sottoutilizzate, anche con interventi a forte valenza ambientale.​

Per fare alcuni esempi, rischiano di saltare in aria tutti gli investimenti sul Porto Canale, indispensabili per il rilancio di una fetta importante della nostra economia, la riqualificazione dell’ex Mattatoio di via Po strategico per gli interventi sull’housing sociale ed il superamento delle periferie, la fascia di San Paolo, le porte e i servizi del lato quartese del Molentargius, la riqualificazione di Is Arenas a Quartu.​

Per non parlare delle decine di interventi privati che si reggevano sulla possibilità di usufruire di piccole trasformazioni edilizie, che da oggi sono vietate. L’augurio delle nostre Amministrazioni è che le conseguenze degli articoli introdotti dalla nuova Legge Regionale n. 1 del 2021 non siano state pienamente valutate dai proponenti Piscedda, Deriu e Ganau e dai 25 consiglieri che a voto segreto hanno ritenuto di salvaguardare le aree umide della Sardegna, cui anche noi teniamo moltissimo, ma che certamente avranno come esito di ripristinare il clima di incertezza precedente la Legge Regionale n. 8, su quei comuni che con caparbietà stavano cercando di recuperare le tante occasioni perdute nel passato.​

Considerato che la norma in questione coinvolge un grande numero di Comuni sardi, auspichiamo che il Consiglio Regionale, coinvolgendo il Consiglio delle Autonomie Locali, si attivi subito per correggere questa criticità, che speriamo sia stata introdotta inconsapevolmente, e che in ogni caso già da oggi genererà perdite e fallimenti”.