Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Bolotana

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Bolotana (Olothene in sardo) è un comune di circa 2.500, situato nella Sardegna centrale in provincia di Nuoro.

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Nonostante Bolotana sia un piccolo comune sono molte le bellezze da visitare: oltre alle architetture religiose è presente la Villa Piercy, in località Badde Salighes (“Valle dei salici”), appartenuta ad un ingegnere inglese. Capolavoro del Liberty, da visitare anche il grande parco all’inglese.

Villa Piercy è un’antica villa campestre appartenuta all’ingegnere gallese Benjamin Piercy, che vi abitò con la sua famiglia dopo essersi trasferito in Sardegna dopo aver ricevuto l’incarico di progettare e dirigere i lavori di esecuzione della rete ferroviaria dell’isola.

La costruzione della villa avvenne nel periodo compreso tra il  1879 e il 1882. Si sviluppa su tre livelli, di cui uno seminterrato. La pianta è quadrangolare ed i quattro vertici sono cinti da altrettante torrette, munite di feritoie, sormontate da una copertura metallica e da un piccolo pinnacolo in ferro.

Intorno alla villa si sviluppa un giardino in stile inglese nel quale il proprietario piantò numerose specie esotiche, che egli portava con sé al rientro dai suoi viaggi nei vari paesi del mondo. Così, insieme alla flora spontanea, formata da roverelle, lecci, castagni, agrifogli, tassi ed aceri  si trovano a convivere specie introdotte come il cedro dell’Himalaya, il calocedro, il bosso sempreverde e l’abete di Spagna.

Sul portone d’ingresso campeggia uno stemma con un leone rampante, omaggio dell’antico proprietario ai suoi natali gallesi.

La villa ed il giardino facevano parte di una proprietà che si estendeva, tra le montagne del Marghine e l’altopiano di Campeda. Nel vicino borgo di Padru Mannu si trovava un caseificio, i cui prodotti potevano essere trasportati a Cagliari grazie al treno, che si fermava nella vicina stazione di Campeda. A Padru Mannu si trovava anche una piccola chiesa dedicata al Sacro Cuore.

Il territorio si estende dai monti della catena del Marghine alla piana della media valle del Tirso con una variazione altimetrica che passa dai 1200 m s.l.m. (Punta Palai), ai 144 m s.l.m. ed è attraversato  dai fiumi Temo, Coghinas e Tirso.

Il territorio bolotanese è abitato dall’uomo sin dalla preistoria, numerose sono le testimonianze del periodo prenuragico come dimostrano la presenza di dolmen e domus de janas e nuragico con numerosi nuraghi, tombe dei giganti e pozzi sacri.

Tra i nuraghi più importanti si possono citare: Bantine Cruo, Bantine Cruo II, Curzu, de Cannas, de Gazza, Figu, Funtana Edra, Funtana Ona, Funtana su Lidone, Funtanassida, Mannu, Monte Zenzeru, Mularza Noa, Muros Rujos, Nodu de Sales, Onighedda, Ortachis, Pabattolas, Perca ‘e Pazza, Prida I, Prida II, Prida III, Prunizas Biancas, Punta Estidu, s’Ena Ettrosa, sa Coa Filigosa, Santa Caterina, Sedda de su Minadorzu, Serra Nuraghe, Sfundadu, sos Compensos, Sos Compensos II, sos Compensos III, sos Giuncos, su Barattu, su Barattu II, su Cantareddu, su Chivarzu, Tittiriola.

Quest’ultimo è un nuraghe monotorre, datato tra 1600 e 1000 a.C. e costruito con blocchi di basalto, che domina il territorio dall’alto di un pianoro. La torre è alta dieci metri e ha una pianta circolare. La camera centrale è intatta: presenta tre nicchie, ingresso con architrave e andito con scale. Attorno sorgeva un esteso villaggio. Restano tracce anche di epoche successive, puniche (forte di Pabude), ruderi di ville romane e resti bizantini.

Nel medioevo fece parte dapprima del giudicato di Torres, inserito nella curatoria del Marghine, e successivamente del giudicato di Arborea. Alla scomparsa di quest’ultimo e del marchesato di Oristano, venne inglobato dagli aragonesi nel regno di Sardegna che lo diedero in feudo a diverse famiglie nobili: nel secolo XVIII fu compreso nel marchesato del Marghine, feudo prima dei Pimentel e poi dei Tellez-Giron, ai quali fu riscattato nel 1839 con l’abolizione del sistema feudale.

Le feste e sagre a Bolotana sono legate ai riti che si tengono nelle chiese del paese:

  • Festa di san Bachisio, dall’8 al 10 maggio e dal 5 al 7 ottobre.
  • Festa di sant’Isidoro, l’11 maggio.
  • Festa di sant’Antonio Abate, il 16 e 17 gennaio.
  • Festa di san Giovanni Battista, il 24 giugno.
  • Festa di san Pietro, il 29 giugno.
  • Festa di san Basilio, il 31 agosto e 1º settembre.
  • Festa della Madonna dell’Assunta, il 15 agosto nella località montana di Ortachis.

L’arte della tessitura rende Bolotana uno dei principali centri produttori di tappeti sardi, realizzati con telai orizzontali e caratterizzati da colori giallo, nero, rosso e disegni geometrici.

La tradizione agricola è testimoniata da eccellenze come olio, mirto, pani e dolci fatti in casa.

Come tanti altri Comuni della Sardegna, anche a Bolotana vengono cucinati diversi piatti tipici, tra il quali meritano di essere citati:

il  Biancheddu, un dolce preparato con mandorle, albumi montati a neve e zucchero, scorza di limone grattugiata.

il Burro allo zola, ottenuto dalla lavorazione di burro e gorgonzola, fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Ottima per carni alla griglia.

la Buttariga, le uova di pesce che vengono salate ed essiccate con procedimenti tradizionali. Si ricava dalle uova di tonno rosso, o di muggine.

il Cinghiale alla montanina, marinato con aglio, ginepro, lauro e rosolata con cipolla e aglio. Viene servita con purea di patate, gnocchetti, polenta, cavolo rosso stufato.

Cozzuleddas, specie di sebadas a cui viene aggiunto il miele scaldato, assieme a noci, mandorle, zenzero, cannella e la scorza dell’arancio.

la Zuppa di cipolle è una zuppa a base di cipolle, una ricetta molto dietetica, e si può servire al naturale, oppure mettendo in un tegame, delle fette di pane abbrustolito, coprendole con la zuppa e spolverando con della gruyère. Infine la si passa in forno, gratinandola.

(foto da Fecbook, Sardegna Turismo, Wikipedia)