Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Desulo

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Desulo (Désulu in sardo) è un comune di circa 2.000 abitanti della provincia di Nuoro, nella sub regopne del Mandrolisai e si trova tra gli 800 e mille metri. Confina con Tonara, Belvì, Aritzo, Tiana, Ovodda, Fonni, Villagrande Strisaili e Arzana.

Il paese è costituito da tre rioni: Issiria, Ovolaccio e Asuai.

Asuai, sino all’Ottocento, era staccato di oltre un chilometro dal resto di Desulo e in diverse cartine geografiche, veniva indicato separatamente. Storicamente conosciuto come Asnay, poi divenuto Asuai, il nome fa emergere una origine sardiana o comunque protosardiana e viene citato anche nelle fonti come villaggio che pagava le decime alla curia Romana al posto di Desulo).

Nel territorio di Asuai esistono ancora una ventina di vigne attive. Si tratta di alcuni dei vigneti più alti in Sardegna, quasi a ridosso degli ottocento metri. In passato, infatti il territorio di Asuai, a partire dalla fine del paese fino a giungere alla stazione ferroviaria di Montecorte (Desulo-Tonara) era adibito alla coltivazione di vite e frutteto. Nonostante il progressivo abbandono dei vigneti, almeno una decina di famiglie si occupa della loro cura.

Il rione di Issiria è uno dei tre borghi montani che compone il centro abitato di Desulo. Situato a 900 metri sul livello del mare, è uno dei rioni più importanti e popolosi.

Il nome di Desulo, probabilmente, corrisponde all’appellativo quasi certamente sardiano o protosardo désu «luogo solatio e riparato dal vento». Questa spiegazione etimologica di Désulu si giustifica alla perfezione in rapporto alla circostanza che il villaggio è situato sulla costa settentrionale di una lunga vallata, la quale risulta esposta a mezzogiorno ed invece riparata dai venti di Est-Nord-Ovest

Fonti riportate sulle carte di Arborea, rivelatesi però un falso storico, facevano derivare etimologicamente il nome da esule o esilium, a indicare un gruppo di cristiani cacciati da Calmedia, l’odierna Bosa. Altre ricerche etimologiche attribuiscono invece l’origine del nome a “esulene” (luogo esposto al sole), o al fenicio “desce” (erba, pascolo, luogo adatto al pascolo).

Nel medioevo Desulo faceva parte del Giudicato di Arborea nella curatoria del Mandrolisai. Alla sconfitta del giudicato, nel 1420, passò sotto il dominio aragonese ed entrò a far parte del Regnum Sardiniae e, a causa dell’atteggiamento alquanto ostile della popolazione, il villaggio fu concesso in feudo prima a Giovanni Deana, suocero del marchese di Oristano, e poi alla famiglia di Leonardo Cubello. Successivamente,  nel 1470, il marchesato passò a Leonardo Alagon; quest’ultimo, però, nel 1477 si vide confiscare il territorio, incorporato definitivamente nel patrimonio reale del regnum Sardiniae, ma agli abitanti fu concesso l’importante privilegio di essere amministrati da un “official” locale (scelto dal re).

Nel 1711 fu incorporato nella contea di San Martino, feudo dei Valentino, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

A Desulo si trova il nuraghe più alto della Sardegna in località Ura ‘e Sole, la tomba dei giganti di Sa Sedda ‘e s’ena e le domus de janas di Occile.

A Desulo si può ammirare il fascino della natura e la ricchezza delle tradizioni secolari, con i boschi che circondano il paese che creano scenografie e colori che si trasformano a ogni stagione.

Famosissimo è l’elegante costume tradizionale, ricamato con tessuti preziosi, come velluto, damasco e scarlatto su un panno di lana rosso. I colori vivaci della tradizione, rosso, blu e giallo sono il riferimento alle tre regioni barbaricine di Ollollai, Belvì e Seulo.

A Desulo non si può rinunciare a visitare la casa-museo Carta e a quella di Antioco Casula, famoso poeta sardo della prima metà del XX secolo, dove è allestito il museo etnografico di Montanaru.

Qui sono esposti abiti tradizionali, attrezzi usati nelle attività produttive e la biblioteca del poeta. Ogni anno, ai poeti sardi viene assegnato un premio letterario a lui intitolato, in occasione dell’evento ‘La Montagna Produce’, tappa desulese di Autunno in Barbagia, tra fine ottobre e inizio novembre. Un appuntamento durante il quale si possono ammirare le eccellenze artigiane, in particolare derivanti dalla lavorazione del legno, e si potranno gustare  le prelibatezze enogastronomiche.

Tra gli edifici religiosi, di particolare pregio architettonico e artistico è l’antica chiesa parrocchiale dedicata a sant’Antonio Abate, patrono del paese, festeggiato a metà gennaio con l’accensione dei fuochi in suo onore. Pochi giorni un grande falò anima la festa per san Sebastiano, patrono del rione di Asuai festeggiato anche a luglio.

Un’altra celebrazione cade a inizio agosto con la sagra della Madonnina della neve, nel passo di Tascusì, considerato il valico automobilistico più alto della Sardegna (circa 1250 metri). Da qui si parte fino alle vette più alte della Sardegna: Bruncu Spina (1829 metri) e punta La Marmora (1834). Lungo il percorso si incontra il rifugio intitolato al generale Lamarmora che scrisse i resoconti dei suoi viaggi del XIX secolo.

Si trovano anche foreste incontaminate come Girgini, e si può ammirare il tacco calcareo di Genna Eragas.

(foto Comune di Desulo, Facebook, Sardegna Turismo)