#progetto tramonti: Francesco Accardo non può entrare in Norvegia

Dopo essere partito dalla Sardegna e  aver percorso 3.000 km in bicicletta, attraversando 8 nazioni, a Francesco Accardo è stato negato il visto per entrare in Norvegia. Le sue parole pubblicate su Facebook
di Antonio Tore
“Ufficiale. Permesso negato. Non posso entrare in Norvegia. E sarà così per tutti almeno fino ai primi di luglio. Non c’è ambasciata che tenga, motivazioni lavorative, documenti e documentari, fogli di carta e test COVID negativi che possano fare niente.
Qui non si entra.
E io torno serenamente indietro nella consapevolezza di aver fatto tutto quello che potevo – e volevo – fare. Dopo 3mila km in bicicletta, 15mila metri di dislivello complessivo attraversando 8 nazioni dell’Europa in piena pandemia e, pure peggio, continuamente sotto la pioggia e con il vento contro.
Ho visto con i miei occhi l’Europa e l’ho fatto molto da vicino mettendoci il massimo impegno possibile. Ho visto la Provenza e il Jura, ho superato il bacino del Mediterraneo per entrare in quello del Mare del Nord. Sono stato sulle Ardenne e ho pisciato sul confine francese, ho bevuto una birra in Belgio e ho schifato la pizza con l’ananas della Germania, ho attraversato in bicicletta tutti i confini tra Stati e preso un traghetto per arrivare in Scandinavia, non prima di aver toccato le zinne della sirenetta di Copenhagen. Ho dormito in 30 città diverse. Ho visto persone diverse, di etnie diverse, con valori diversi e tutte figlie di culture diverse.
Qualche tempo fa mi sono domandato se la vita fosse realmente tutta lì. Nascere, crescere, scopare e poi morire. C’è però altro oltre questo: fare le cose con amore. Vivere tutto quello che ci capita, fin dal suo primo momento, al massimo delle nostre potenzialità.
Per me rimane l’esperienza e la gioia di avere vissuto una piccola avventura personale con il sostegno di tutti quelli che mi hanno scritto o dedicato un secondo – seppur virtualmente – ogni giorno.
Un fallimento? Capo Nord rimane lì. Non credo si sposterà. Ora vado a farmi i capelli biondi (mamma, sarai contenta?) e torno a Cagliari, che mi manca come l’aria.
Il mondo è come ce lo mettiamo in testa. E non c’è un momento giusto o uno sbagliato per fare le cose che vogliamo fare. L’importante è farle sempre con amore e ricordarci gli istanti precisi della nostra felicità.