Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Dorgali

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze e la sua comunità

di Antonio Tore

Dorgali (Durgali in sardo), è un comune dalla provincia di Nuoro di oltre 8.000 abitanti e confina con Galtellì, Orosei, Oliena, Lula, Orgosolo, Nuoro, Orune, Urzulei e Baunei.

Con la sua superficie di 226,54 km² è l’ottavo comune della Sardegna per estensione e comprende anche la frazione di Cala Gonone.

Etimologicamente il nome deriverebbe da “sorga”, fonte, il cui sostantivo “sorgal” (da cui “Castras Sorgal” o “Thorgal”) sarebbe una parola della lingua provenzale e catalana antica, già usata dai monaci vittorini e lerinensi presenti a Dorgali. Unu durgalu, in dorgalese significa canale o luogo dell’acqua corrente. Una seconda ipotesi farebbe risalire il nome della città all’insediamento romano di Sulcalis (Thurcali).

Secondo lo storico Massimo Pittau il toponimo sarebbe da confrontare con gli altri presenti in tutta l’Isola: Durgali (Benetutti, Orune), Dorghilío (Ovodda), Durgulavò (Urzulei), Drugali (Sinnai), Drugalis (Nurri), Durghilil(l)èo (Nùoro, Orani), Trucullè (Ilbono), Truculu (Osini), Baccu Trugalliu (San Vito), Tulgaru (Villanova Monteleone).

Inoltre, sempre secondo Pittau, esso “è da connettere con l’appellativo túrgalu, dúrgalu «trògolo scavato in un tronco», «canalone; spaccatura nel suolo; solco scavato sul terreno dall’acqua piovana; rigagnolo temporaneo»; il quale è quasi certamente un relitto sardiano o nuragico, che è da confrontare – non derivare – col toscano trògolo, truògolo, truògo tronco scavato come mangiatoia per i porci», «vasca per l’acqua piovana», «abbeveratoio» e inoltre col longobardo trog (tedesco Trog«trogolo». E’ dunque molto probabile che Dorgali significhi «canalone»; e infatti il paese è attraversato da un canalone che scende dal monte Bardia verso la valle.
In ogni modo c’è da precisare che l’opinione corrente a Dorgali e ricordata perfino da Vittorio Angius, secondo cui il paese sarebbe stato fondato e denominato da un certo Drugal di origine turca, è da respingersi totalmente e decisamente, in quanto è del tutto insostenibile sia sul piano linguistico che su quello storico (il paese di Dorgali è documentato molto prima che i Turchi nel 1453 si impadronissero di Costantinopoli e dopo dilagassero nel Mediterraneo)”.

Il territorio di Dorgali è vasto, vario e morfologicamente complesso che si muove dalle coste basse e sabbiose o a falesia della baia di Cala Gonone, nel settore centrale del golfo di Orosei, agli altopiani, fino alle montagne del Supramonte, nell’entroterra, arrivando a toccare i 1.086 metri con Monte Oddeu.

Il territorio è attraversato da numerosi torrenti e fiumi dei quali i più importanti sono il Rio Flumineddu, che scorre nella fertile valle di Oddoene, il Rio Isalle che scorre nell’altrettanto produttiva valle omonima e il Fiume Cedrino che grazie alla diga di Preda’e Othoni forma il grande lago artificiale di Iriai a pochi chilometri da Dorgali.

Il centro urbano si stende nelle colline alle falde dei monti calcarei di Bardia e Tului alla congiunzione dei quali una galleria assicura il collegamento con il paese di Cala Gonone a 8 chilometri dal capoluogo comunale, quattrocento metri più a valle.

Le bellezze naturalistiche sparse per il territorio e anche il clima temperato e tipicamente mediterraneo hanno reso Dorgali e Cala Gonone una famosa meta turistica internazionale.

Il territorio era già densamente popolato in periodo prenuragico, nuragico, punico e romano.

Durante il periodo nuragico fu interessato dalla costruzione di innumerevoli nuraghi. In seguito alla conquista dell’isola da parte dei romani si svilupparono gli insediamenti romani di Thurcali e Cares la cui presenza è testimoniata dal ritrovamento di un “diploma” bronzeo di Tunila (esposto nel Museo Nazionale di Cagliari e la targa bronzea, del IV secolo d.C., della locale caserma dei “vigiles” romani nel centro di Cares.

In seguito alla caduta dell’Impero romano d’occidente subentrò la giurisdizione bizantina che, tra alterne vicende legate agli attacchi costieri dei pirati barbareschi mussulmani, finì nel IX secolo.

Durante il seguente periodo giudicale si instaurarono nel territorio, inviati dal papato, diversi ordini monastici, dei quali i primi ad arrivare furono i vittorini provenzali e, in seguito, i cistercensi, ai quali fu concessa la Franca di Jurifai, una sorta di ministato, alla quale erano concesse esenzioni fiscali, collocata tra i quattro giudicati (Torres, Cagliari, Gallura e Arborea) e parzialmente posta nell’agro di Dorgali.

La fine del Giudicato vide un breve periodo di dominazione sotto la Repubblica di Pisa, seguito dalla conquista dell’isola da parte degli aragonesi nel 1324 e proseguito con la dominazione castigliana dalla fine del secolo XIV, che si concluse nel 1713 quando la Sardegna, con il Trattato di Utrecht, fu ceduta prima all’Austria e poi, nel 1718, ai Savoia.

Nel decennio che va dagli anni 1678 al 1688 Dorgali subì quella che può essere considerata la catastrofe più significativa della sua storia, l’epidemia di peste e la conseguente carestia che fecero ridurre la sua popolazione, allora di circa tremila abitanti, a meno della metà. Nel corso del ‘700 si ebbe una lenta ma costante ripresa, venne costruita la nuova chiesa di santa Caterina e con lo sviluppo dei commerci, legato alle attività agricole e pastorali, si arrivò ai primi dell’800 a superare nuovamente la soglia dei tremila abitanti.

Nel 1860 venne inaugurata la prima galleria e la strada per Cala Gonone, iniziarono così i rapporti commerciali anche con navi straniere. Con l’apertura dell’Orientale Sarda e con la costruzione del nuovo ponte sul Cedrino nel 1866 Dorgali sviluppò un florido commercio arricchendosi sempre di più, ponendo fine a quell’isolamento che lo aveva caratterizzato per diversi secoli.

Dopo la fine della prima guerra, con la costruzione della prima centrale elettrica sul Cedrino, Dorgali poteva disporre dell’energia e della luce elettrica, venne aperto il nuovo traforo nel monte Bardia e costruita la nuova strada per Cala Gonone che già iniziava a diventare una località balneare molto apprezzata.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, ebbe inizio la ripresa economica con lo sviluppo di quello che è diventato il motore trainante dell’economia della cittadina e cioè il turismo, che con le sue attività collaterali di artigianato ed edilizia ha messo le basi per l’attuale sviluppo economico e sociale di Dorgali e Cala Gonone.

Nel territorio dorgalese e nelle sue vicinanze sono presenti numerosi siti archeologici visitabili, tra i quali il villaggio di Tiscali di epoca nuragica-romana; il villaggio nuragico di Serra Orrios; il villaggio nuragico punico romano e bizantino di Nuraghe Mannu; diversi menhir; i dolmen di basalto e calcare (fra i quali il Dolmen di Monte Longu); alcune domus de janas; la tomba dei giganti di S’Ena e Thomes; le cavità carsiche del Supramonte Marino, quali le grotte del Bue Marino, con interessanti petroglifi e la grotta di Ispinigoli con la stalagmite-stalattite più alta d’Europa.

Nella cittadina si trovano numerose piazze, come, ad esempio, Piazza “Su Cucuru” che, anticamente, era la piazza dove aveva luogo il vecchio mercato all’aperto; in seguito venne adibita ad anfiteatro all’aperto dove tuttora si esibisce il gruppo Folk “Tiscali” di Dorgali. Tradizionalmente gli abitanti vi si riuniscono il giorno della domenica delle palme per ricevere la benedizione delle palme.

La Piazza “Santa Lucia”, invece, accoglie il convento di clausura delle Suore Benedettine la cui presenza fu fortemente voluta dal parroco del paese nel periodo della scomparsa della Santa suor Maria Gabriella Sagheddu, originaria del paese.

Piazza “Le 4 fontane” prende il nome dalla presenza delle fontane che permetteva agli abitanti di potersi approvvigionare di acqua.

Piazza “Monumento” fu costruita dopo la seconda guerra mondiale e centro fu posta una colonna in marmo dove vennero riportati tutti i nomi dei dorgalesi che caddero in guerra o furono dati per dispersi.

Lungo le vie del centro storico si trovano case di pietra vulcanica e botteghe, dove i gioielli in filigrana, le ceramiche e i tappeti evidenziano la vocazione artigiana del borgo.

Numerose sono le chiese presenti a Dorgali che denotano la profonda religiosità della popolazione: chiesa della Madonna del Carmelo, chiesa di Sant’Antonio Abate, chiesa di Nostra Signora di Gonare, chiesa della Madonna delle Grazie, chiesa di San Lussurio, chiesa della Madonna d’Itria, chiesa di Santa Maria Maddalena e la parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria.

Molto interessante fare un viaggio a ritroso nel tempo nella visita al museo archeologico, che raccoglie i reperti di età nuragica e di epoca punica e romana.

I reperti esposti sono suddivisi in differenti vetrine riferite a periodi diversi e provengono dagli scavi archeologici che hanno interessato il villaggio Nuragico di Serra Orrios e quello di Nuraghe Arvu, le domus de janas di Marras, tomba di giganti di Thomes, l’insediamento nuragico-romano di Nuraghe Mannu, la grotta di Ispinigoli, l’abitato di Tiscali.

Il museo dispone anche di una collezione di monete risalenti all’epoca punica e romana.

Dorgali è anche nota per le bellezze naturalistiche e, poco fuori dal paese, superata una breve galleria, si apre la vista del golfo di Orosei.

Con una bellissima discesa si arriva alla frazione di Cala Gonone, famosa per insenature e calette, attrazione di appassionati di natura e avventura o di escursioni in barca.

Da Cala Gonone si può arrivare anche alle famose cavità naturali delle Grotte del Bue Marino, meravigliosa ‘foresta’ di stalattiti e stalagmiti, un tempo habitat della foca monaca. che custodisce un lago salato sotterraneo.

Dalla collina il territorio degrada sino al mare, dove risaltano spiagge di sabbia dorata come Cala Cartoe, Ziu Martine e Cala Osalla.

Con escursioni via mare o con un impegnativo trekking, si può raggiungere Cala Luna, al confine con il comune di Baunei, una delle spiagge più famose dell’Isola, uno dei luoghi più incantevoli del Mediterraneo, caratterizzato da sabbia finissima e circondata da un bosco di oleandri che fa da cornice.

Da qui, inoltrandosi nel territorio, si può raggiungere la Codula di Luna, una gola incastonata in ripide pareti calcaree dove ginepri millenari fanno da guardiani, da tempo immemorabile, alle bellezze del posto.

(foto da Facebook, Sardegna Turismo, Wikipedia)