Beato Nicola da Gesturi, già santo per tutti i sardi

Per tutti i sardi e soprattutto per coloro che lo conobbero l’umile frate del convento dei cappuccini di vale Fra Ignazio a Cagliari  santo lo è già per la vita umile che condusse tutta rivolta alla preghiera e   alleviare le pene dei poveri e dei sofferenti 

di Sergio Atzeni

Lotto 8 giugno è ricorso il 63° anniversario della morte del Beato Nicola da Gesturi il cappuccino tanto amato dai cagliaritani. In molti si augurano che finalmente  l’umile  fraticello di Gesturi sia proclamato santo.  Per tutti i sardi e per coloro che lo conobbero l’umile frate del convento dei cappuccini di viale Fra Ignazio santo lo è già per la vita rivolta agli altri e in severa povertà che tutta spesa ad alleviare le pene dei poveri, dei sofferenti e alla preghiera.
Frate Silenzio, al secolo Giovanni Medda, nacque a Gesturi il 5 agosto del 1882, sesto figlio di una modesta famiglia di contadini, a sei anni perse il padre a tredici la madre e, nonostante i dispiaceri, dimostra bontà e accettò con gioia la povertà.

Poi a soli 28 anni, il lavoro duro nei campi con il disprezzo per il suo fisico gli causarono i reumatismi articolari con forti dolori e promette, in caso di guarigione, di farsi frate. La sua vita così prende la strada della fede, venne trasferito a Sassari, Oristano, Sanluri e infine a Cagliari dove alloggiò in una piccola cella e dormì in un semplice giaciglio.

I cagliaritani impararono a conoscerlo con il bastone, il suo grezzo saio, i logori sandali e la sua pesante bisaccia che riempì dei generi che gli regalarono per poi distribuirli ai più bisognosi: Viene amato  per la sua semplicità, la sua letizia di essere povero e per quelle poche parole che pronuncia ma che danno un grande sollievo ai sofferenti.

Lui per decenni ogni giorno girava la città per la questua, usciva all’alba con in mano il rosario, calzava in ogni stagione i logori sandali che gli crearono atroci dolori, appariva  nelle umide strade di Castello, bussava alle porte e attendeva.
La gente impar
ò a conoscerlo ed interpretò il suo silenzio, i suoi piccoli occhi esprimevano gioia e quando la sua mano si allungava per regalare una carezza… i cuori palpitavano.
Domenica primo giugno del 1958, ridotto a pelle e ossa, per la prima volta in trent’anni chie
se la dispensa di passare la questua in chiesa: i suoi confratelli intuirono subito che il frate non riusciva più a sopportare i terribili dolori.

Ricoverato in ospedale la diagnosi infatti confermò i dubbi: ernia crurale ed ombelicale strozzata con peritonite reattiva in atto.
V
enne operato ma morì l’8 giugno del 1958.
Una folla imponente assis
tette al funerale di frate silenzio che se n’era andato umilmente come visse, senza un lamento, sopportando atroci dolori.
Poi il 3 ottobre 1999 la sua beatificazione, ma
per tutti è già Santo anche se si spera  che al più presto arrivi la proclamazione ufficiale.