Il Cagliari all’ultimo posto della classifica

Dopo la prima vittoria in campionato della Salernitana sul Genoa, la squadra rossoblù, reduce dal deludente pareggio interno con il Venezia, sprofonda all’ultimo posto in classifica

di Antonio Tore 

I numeri sono impietosi e inchiodano il Cagliari: peggiore difesa assieme a quella del Genoa, con 16 reti subite in appena 7 giornate, con una media di 2,28 a fronte di appena 8 reti segnate, media 1,14.

Il Cagliari è l’unica delle 20 squadre della serie A a non aver assaporato la gioia della vittoria, con appena tre pareggi di cui due conquistati tra le mura di casa e con squadre che si pensava facilmente alla portata dei rossoblù.

Da evidenziare anche un cambio di allenatore dopo appena tre giornate che, tuttavia, pur con le dovute attenuanti per Mazzarri, non hanno prodotto i risultati sperati.

I problemi della squadra si trascinano ormai da diverso tempo, mascherati dalle miracolose salvezze conquistate sul filo di lana, frutto più della disperazione che del gioco prodotto.

E’ inutile portare in squadra giocatori da nomi altisonanti ma, a volte, ormai al termine della carriera o con desideri di essere protagonisti in squadre e campionati più prestigiosi.

Dalla partita di ieri col Venezia, tuttavia, emergono alcune note “positive”: la gagliarda prova di Caceres, ad esempio, che più volte ha spronato i compagni ad avere la grinta necessaria per chiudere definitivamente la partita. E proprio l’uruguaiano, paradossalmente, è stato l’involontario protagonista della deviazione del pallone che ha procurato il pareggio del Venezia nel secondo minuto del recupero.

E che dire di Nandez? Il suo tormentone dell’estate, con il desiderio espresso e legittimo di misurarsi con un calcio più importante in palcoscenici in cui si lotta per traguardi come scudetto e coppe.

In ogni incontro disputato, il numero 18 è sempre stato tra i migliori e non ha mai tirato indietro la gamba, beccandosi anche ammonizioni che denotano la sua voglia di riscatto. Anche ieri Nandez, nonostante le infelici e inopportuni esternazioni del suo procuratore, ha fornito una prova positiva, imperversando sulla fascia destra e creando grossi pericoli alla retroguardia avversaria.

Mancano all’appello alcuni “senatori” che dovrebbero trainare la squadra fuori dalle sabbie mobili della zona retrocessione: Joao Pedro sembra aver necessità di rifiatare, perchè anche ieri ha girovagato per il campo senza trovare una posizione dalla quale rendersi pericoloso e anche Pavoletti, entrato nel finale, non ha fornito grande sostanza all’attacco.

L’unico che sta dimostrando di essere importante è stato l’acquisto dell’ultimo momento, Keita, autore del suo secondo gol in rossoblù.

Non è certo il momento di crocifiggere la squadra, ma tutti devono fare la propria parte, Mazzarri compreso, che non sembra essere riuscito ancora ad infondere il proprio carattere sanguigno ai giocatori.

C’è ancora tempo per recuperare il terreno perduto, a patto che si affronti ogni avversario con il coltello tra i denti e come se fosse la partita della vita.

(foto da facebook)