Pirri: a Casa Saddi “Voci e leggende dell’isola”

In scena sabato 9 ottobre a Casa Saddi, per la rassegna Teatro d’autore de Il crogiuolo “Voci e leggende dell’isola” di Grazia Dentoni
redazione 
«Questo lavoro si inserisce nella più ampia cornice del progetto “Ritratti”. Dopo un lungo periodo di 10 anni in cui ho indossato i panni dello stesso personaggio, torno ad avere desiderio di incontrare altre energie, altri ritmi, altri cuori, altre relazioni, questo lavoro nasce dal desiderio di ritrarre personaggi femminili della Sardegna.
Il lavoro di ritrattistica pittorico è un mondo che ha a che fare col visibile e l’invisibile, un pittore, come un attore deve vedere oltre, essere capace di fissare e far muovere dei punti nel cuore e nel cervello degli spettatori.
Le figure femminili che ho scelto dalla letteratura della Sardegna, sono state scelte per simpatia ai loro straordinari modi di vivere e di morire, per simpatia alla resistenza che raccontano nelle loro storie, per la libertà che esprimono con la loro particolarità. Sono tre ritratti di eroine, ognuna con la sua forte storia.
Gli scrittori che dipingono Giuanna sa Ruja e Paska Devaddis sono due giganti della scrittura in Sardegna, Francesco Masala e Michelangelo Pira.
Francesco Masala primo autore in Sardegna a scrivere per il teatro come atto politico della comunità sarda, un teatro che non si consuma più solo nella festa ma si iscrive nei momenti decisivi della società.
Michelangelo Pira aveva la vocazione a una comunicazione comunitaria, la voleva costruire con l’esperienza dell’oralità specifica della cultura popolare isolana, con un “narrere a narrare” (è un’espressione sua) in cui immagini, cadenze, miti, motti e muttos sono un tutto che, come avrebbe detto, “si tiene”.
La storia dell’altra donna viene da una leggenda che mi hanno raccontato quando sono venuta a vivere sotto al nuraghe Diana. Quella che sentirete l’ho scritta io dopo aver sentito raccontare tante volte la sua storia e aver desiderato farci un film, ora ho deciso di raccontarvela.
Tradurre è tradire, così in bilico tra il sardo e l’italiano, vi farò questi racconti, perché io sono figlia della mia terra cresciuta con la lingua dei dominatori, non mi è stato permesso da bambina di parlare il sardo, era considerato volgare, sento che mi è stata mozzata una radice ed è per questo che studio, scrivo e racconto della Sardegna.»
Prenotazione obbligatoria al numero 3348821892, tramite messaggio whatsapp.