Cagliari, “Sport di squadra” strumento per l’inclusione e pari opportunità

Col sostegno del Comune e delle scuole di Cagliari, coordinato da Aics, 280 studenti cagliaritani 3-14 anni partecipano al progetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri

di Antonio Tore

Inclusione sociale. Questo lo spirito del progetto “Sport di squadra”, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e sostenuto convintamente dal Comune di Cagliari: sino ad aprile 2022 coinvolgerà 280 studenti 3-14 anni, ma anche universitari, coniugando l’attività motoria ai temi delle pari opportunità e della formazione.

“Lo sport è cultura”, ha scandito l’assessora Rita Dedola. E in anche questo delicato momento in cui l’attenzione alla salute e la sicurezza dei cittadini sono prioritarie, puntare sui più giovani è un gesto di speranza e fiducia nel futuro. “Dopo aver passato momenti di esclusione, perché ciascuno di noi si è dovuto auto-escludere per proteggere la salute propria e degli altri, adesso più che mai lo sport serve per recuperare il tempo perso”.

“Il Comune di Cagliari – ha aggiunto la rappresentante della Giunta Truzzu titolare dell’Istruzione e Pari opportunità – si sta molto impegnando con l’Assessorato allo Sport, con l’assessore Floris in questo momento, ma il sindaco Truzzu in prima battuta, per promuovere lo sport. Non solo all’interno delle scuole, ma anche all’esterno. E il progetto “Sport di squadra”, ricalca in maniera perfetta quest’obiettivo”.

All’incontro con la stampa di questa mattina al Palazzo Civico di via Roma 145, anche Andrea Lobina. “Sport di squadra – ha sottolineato il presidente Aics – non è un progetto teorico, ma concreto e già finanziato dal Miur per il quale l’Associazione Italiana Cultura Sport mette a disposizione l’infrastruttura progettuale e quella operativa”. Con lui Federica Iecle, dirigente scolastica Istituto “Giusy Devinu” che ha aderito al progetto assieme alla direzione scolastica “Is Mirrionis”. Per i plessi “Collodi”, “Italo Stagno” e “San Michele”, 9 classi coinvolte, la responsabile del progetto è Monica Zedda. Nelle scuole dell’infanzia via Brianza e via Serbariu nel percorso educativo e inclusivo sono coinvolte 5 classi.

Dopo la famiglia e la scuola, lo sport è in grado di abbattere barriere e disuguaglianze, formare società di persone consapevoli, attente a ciò che ci circonda. “Anche per noi universitari – ha detto Elisa Melis, referente degli studenti universitari che affiancheranno gli operatori Aics durante lo svolgimento del progetto – lo sport è molto importante, sia per rafforzare i rapporti sociali, che come valvola di sfogo per migliorare le attività di studio”.

“Il punto nodale del progetto – ha concluso l’assessora Dedola – sviluppa quelli che poi sono gli obiettivi dell’Agenda 2030, con riferimento al Patto educativo con le scuole e al Patto formativo con i giovani universitari”. Il ché porta ad una “condivisione” e “co-progettualità” fra associazioni sportive, studenti, scuole ed enti pubblici, “per combattere la povertà educativa e la dispersione scolastica”.

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