Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Lanusei

Ogni settimana raccontiamo la storia di un paese della Sardegna per far conoscere le sue particolarità, la sua storia, le sue bellezze naturali e la sua comunità

di Antonio Tore

Lanusei è un comune della provincia di Nuoro di circa 5.000 abitanti e confina con Arzana, Gairo, Elini, Ilbono, Loceri, Bari Sardo, Tertenia, Jerzu e Cardedu.

E’ molto probabile che il toponimo (attraverso le forme *Lanuxéi,*Launaxéi), sia da riportare al fitonimo o nome di pianta sardiano o protosardo “launaxi, leonaxi, neulaxi, neulaghe, neulache” «oleandro» vista la presenza, in origine, dell’oleandro nel sito in cui è sorto il paese.

Numerose sono le tracce relative al periodo neolitico, come scarti di lavorazione e alcune punte di freccia in ossidiana, mentre è maggiore la documentazione relativa al successivo periodo nuragico.

La zona maggiormente interessante è quella chiamata “Seleni” ed è posta in posizione dominante rispetto alla città, in un altipiano che è stato valorizzato e opportunamente attrezzato e aperto ai flussi turistici.

Sono stati molti gli studiosi che hanno visitato il territorio di Lanusei, da Alberto La Marmora al canonico Giovanni Spano fino a Duncan Mackenzie e Angelino Usai, quest’ultimo anche autore del testo “Il villaggio nuragico di Seleni”.

Gli scavi nell’area erano iniziati nel 1873 per proseguire, con vari intervalli, fino ai primi decenni del secolo scorso. Nel 1956 fu individuata una prima tomba dei giganti, mentre nel 1964 ne fu scoperta una seconda.

La presenza delle due tombe dei giganti, la cui datazione oscilla tra il XIV (prima Tomba) e il XII secolo (seconda Tomba) dimostra che l’area di Seleni visse, durante il periodo nuragico, un momento florido con una popolazione stanziale abbastanza numerosa. Entrambi i monumenti, sottoposti a regolari scavi, sono oggi visitabili.

All’interno dell’altipiano granitico di Selene, ricoperto da un magnifico bosco di lecci e castagni e costellato di sorgenti d’acqua, famose per le loro capacità benefiche, è racchiuso il parco archeologico di Selene costituito dai basamenti di un nuraghe e di varie capanne di un villaggio e dalle due tombe di Giganti citate.

Lanusei, Tombe di giganti Selene

La tomba I è dotata di un bancone-sedile, mentre negli scavi della tomba II, è stato ritrovato un blocco troncopiramidale con tre fori: era la sommità dell’esedra, dove venivano inseriti i betilini votivi.

Lanusei appartenne al Giudicato di Cagliari e fece parte della Curatoria d’Ogliastra, della quale fu capoluogo dopo Jerzu. Con la fine del giudicato, nel 1258 cadde in potere dei giudici di Gallura. Ma nel 1296, con la morte di Nino Visconti, ultimo giudice di Gallura, gran parte dei territori dell’ex giudicato, tra cui l’Ogliastra, passarono sotto il dominio pisano fino al 1324 quando vennero conquistati dagli aragonesi.

Nel 1363 Lanusei venne incorporato dal Re d’Aragona Pietro IV il cerimonioso nella contea di Quirra, data in feudo a Berengario Carroz e fu villa della contea fino al 1603, quando la contea venne trasformata in marchesato, feudo dei Centelles. Il paese venne riscattato agli Osorio de la Cueva, succeduti ai Centelles, nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Tra i personaggi illustri di Lanusei si può citare il fatto che il 10 gennaio 1795 ottenne il battesimo Cristoforo Mameli che nel 1849 diventò ministro dell’Istruzione Pubblica nel Governo Subalpino. È la più alta funzione raggiunta da un abitante di Lanusei.

Ulteriore lustro cittadino proviene da famiglia e casa Mameli, dimora natale di Goffredo Mameli, compositore dell’inno nazionale, uno dei palazzi ottocenteschi che abbelliscono il centro storico, assieme al palazzo Piroddi, opera neoclassica del celebre architetto Gaetano Cima.

Un fatto storico e importante, riporta che il 4 maggio 1807, con un editto, Vittorio Emanuele I faceva di Lanusei il capoluogo di una provincia estesa dai monti della Barbagia a quelli dei Sette Fratelli. La Provincia cessò di esistere il 23 ottobre 1859 quando Lanusei divenne capoluogo di circondario della Provincia di Cagliari.

Al centro del paese spicca la seicentesca cattedrale di santa Maria Maddalena, che custodisce affreschi del pittore Mario Delitala dedicati alla vita della Maddalena e di Cristo.

Altro importante edificio di culto è il santuario della Madonna d’Ogliastra, sede dei frati francescani, nella parte alta del paese. 

Fuori dall’abitato ci sono, invece, le chiese di Maria Ausiliatrice, situata in un bosco a nord-ovest dell’abitato e quella campestre dei santi Cosma e Damiano.

Nel monte Armidda si può visitare l’osservatorio astronomico Caliumi, uno dei più grandi in Italia.

A Lanusei è dedicato l’asteroide 6289 Lanusei, scoperto nel 1984 dall’astrofisico Walter Ferreri.

Nel centro abitato sono presenti molte fontane, che una volta servivano all’approvvigionamento quotidiano degli abitanti dei vai rioni. Si possono citare, tra le altre:

Funtanedda a Niu Jossu, posta vicino al ponte della ferrovia (su ponti de funtanedda);

Su Au a Niu Susu;

Pelandrìa a Barigau;

Mesu ‘Idda nell’omonima località;

A queste si devono aggiungere altre fontane che, però si trovano fuori dal centro storico:

Murcuse’ nell’omonima località oggi definita Marcusei; lo scrittore Marcello Cossu, ricorda che questa fonte era molto frequentata già nell’800 e per arrivarci si doveva percorrere un sentiero costeggiato da un muro in un bosco di castagni;

Tricorgia, in viale Italia;

Girilonga, nella piazza Donatori di sangue, in località Girilonga;

Funtana ‘e Padenti nell’omonima località andando verso il bosco Seleni;

Funtana de is Cuadderis, in prossimità della Chiesa campestre di Maria Ausiliatrice.

Classico borgo di montagna, Lanusei ha anche uno sbocco nel mare cristallino d’Ogliastra, in particolare con le spiaggette di ciottoli attorniate dal verde della macchia mediterranea di Porto Santoru, dove c’è un molo e strutture abbandonate un tempo usate per il carico dei minerali.

Lanusei vanta una cucina di tradizione agropastorale, dove spiccano prelibatezze come culurgiones e coccois prenas.

(foto da Facebook e Comune di Lanusei)