Premier nazionale del docufilm di Karim Galici “La vita sopra ogni cosa”

Domenica 19 dicembre ore 15:15 “Sa Manifattura” Cagliari. Storia di un Padre Ortodosso in Sardegna. Ingresso gratuito

redazione

La seconda opera di Karim Galici nel suo viaggio dedicato alla numerosa e variegata diaspora russofona in Sardegna verrà presentata in prima assoluta a Cagliari domenica 19 dicembre alle ore 15:15 nella Sala Blu di Sa Manifattura in collaborazione con Sardegna Film Commission all’interno dell’evento multidisciplinare “Novidade” promosso da Sardegna Ricerche. Ingresso gratuito.

Se il primo docufilm “Dall’Est con amore” prodotto nel 2020 esplorava l’universo femminile, la nuova fatica del regista sardo dal titolo “La vita sopra ogni cosa – Storia di un Padre Ortodosso in Sardegna”, scruta con discrezione la spiritualità del mondo cristiano d’oriente che trova ospitalità in Sardegna.

Entrambi i film sono prodotti dall’Associazione Cittadini del Mondo OdV con il sostegno della Fondazione di Sardegna nell’ambito di un progetto più ampio finalizzato a promuovere la conoscenza reciproca e lo scambio culturale fra diaspora russofona e comunità locale.

TRAILER: “LA VITA SOPRA OGNI COSA

https://www.youtube.com/watch?v=gT_JISaNP3g

TRAILER: “DALL’EST CON AMORE”

https://www.youtube.com/watch?v=R6gf4ms-1Xs

Il docufilm è un viaggio nella comunità ortodossa in Sardegna, che parte dal dialogo ecumenico fortemente presente nella città di Cagliari, per poi dirigersi in una chiesetta in cima ai monti di Burcei. In particolare, si racconta la figura di Padre Nikolay Volskyy e la grande tragedia familiare che l’ha colpito proprio durante le riprese del documentario.

Narrazione e cronaca si mescolano nel racconto di un episodio che ad aprile commosse l’intera Isola a seguito della tragica scomparsa del figlio minore di Padre Nikolay, il piccolo Antonij, annegato in una piscina a Quartu Sant’Elena.

A proposito di “La vita sopra ogni cosa” Karim Galici dichiara tra le note di regia: L’idea del docufilm nasce da due esigenze che si sono intrecciate nel tempo: da una parte approfondire la comunità ortodossa presente in Sardegna attraverso il dialogo ecumenico e dall’altra raccontare la tragedia umana che la loro guida spirituale ha subito nel periodo delle riprese.

Prima di girare le interviste ho preferito incontrare i protagonisti del documentario per creare un’intimità che cerco in tutti i miei lavori. L’incontro con Padre Nikolay mi ha felicemente stupito perché, appena usciti dalla chiesa dove ci siamo trovati, mi sembrava di stare con un amico che non aspettava altro che potersi aprire e raccontare di quanto la vita, grazie a Dio, gli stesse dando. Una famiglia bellissima formata da una moglie, due figli e tantissimi fedeli che riempivano le sue giornate con gioia e stupore. Lo smartphone a portata di mano per farmi vedere i piccoli Dimitri e Antonij – di 6 e 4 anni – così diversi da lui adesso – che porta una lunga barba nera – e così simili a quando invece da giovanissimo si era sposato. In quei momenti, mi sono reso subito conto di quanto il lavoro richiesto dall’associazione Cittadini del Mondo potesse travalicare gli aspetti strettamente religiosi per entrare nell’universo umano. Non avrei, però, mai immaginato di doverlo fare attraverso una tragedia.

La morte del figlio più piccolo, la settimana dopo, tragicamente annegato in una piscina a Quartu, ha sconvolto tutti, mettendo in forte dubbio la realizzazione del documentario stesso. Abbiamo deciso dopo tempo di andare avanti lo stesso, con la possibilità di rivedere il progetto iniziale per aprirci di più sulla storia di un Padre che si è dovuto fortemente interrogare sul suo ruolo e la fede. Le riprese sono diventate il veicolo per fare un viaggio interiore ed esteriore tra stati d’animo e paesaggi straordinari della nostra Isola. In particolare, una chiesetta tra le montagne di Burcei costruita da un fedele tra rovi e ginestre, è diventata una metafora di questa strada a volte fortemente in salita e piena di ostacoli.”

Alla premiere, presentata da Alessandra Sorcinelli, interverranno il regista Karim Galici, il Direttore generale della Fondazione Sardegna Film Commission Nevina Satta, il Console on. di Belarus e presidente dell’Associazione Cittadini del Mondo Giuseppe Carboni, i protagonisti del film: Padre Nikolay Volskyy (religioso di nazionalità Ucraina della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca), Mons. Marco Lai (Direttore della Caritas di Cagliari e Parroco di Sant’Eulalia) Mons. Alberto Pala (Parroco della Cattedrale di Cagliari),

Nel corso dell’evento è prevista anche la proiezione per la prima volta sul grande schermo del docufilm: “Dall’Est con Amore. Quattro storie di vita e integrazione” di Karim Galici (2020), che era stato presentato solo in streaming nel pieno del lockdown dovuto al Covid-19.

Sarà presente il cast del film con Olesya Gamotina (Russia), Gulzhana Omokeeva (Kirghistan), Zhanna Sotnik (Ucraina) e Viktorya Shablova (Belarus).

L’appuntamento per la premiere nazionale di “La vita sopra ogni cosa” è per domenica 19 dicembre 2021 alle ore 15:15 a Cagliari presso Sa Manifattura in Viale Regina Margherita 33 – Sala Blu in collaborazione con Sardegna Film Commission nell’ambito di “NOVIDADE”, l’evento multidisciplinare di Sardegna Ricerche.

Ingresso gratuiti consentito solo ai possessori di “green pass rafforzato”

*BREVE BIOGRAFIA DI KARIM GALICI

Regista, attore, drammaturgo e sceneggiatore italiano (Cagliari 1977). Laureato in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo all’Università di Roma Tre, Master in Management per lo Spettacolo alla Bocconi di Milano e diplomato allo Studio Internazionale dell’Attore “Permis De Conduire”. In teatro ha collaborato con importanti compagnie internazionali, tra cui The Living Theatre e sperimenta spettacoli multidisciplinari sensoriali e immersivi da oltre vent’anni. Tra le sue ultime produzioni “Cosa Rimane?” all’interno di un grande progetto per Sa Manifattura di Cagliari, “Vita nella città” vincitore del bando MigrArti; “The Little Big Princess” che ha debuttato a Chicago nel 2018; “In a Mosaic World” vincitore del bando Progetti Innovativi per l’integrazione degli immigrati non comunitari della Regione Sardegna e “L’autarchica” che ha ricevuto il Premio Miglior Scrittura Originale al Festival Giardini Aperti – Arte e Natura 2019. Nel cinema ha esordito nel ’99 come attore protagonista nel cortometraggio di Fabio Del Greco “L’influsso degli astri”. Con Del Greco nascerà un sodalizio artistico che lo porterà a partecipare a 2 cortometraggi e 2 film di cui l’ultimo (“Slow life”) in uscita a breve nelle sale nazionali. Come regista la sua opera prima è “Grado Zero” (2000) che è stato finalista dei più importanti festival di cortometraggi italiani. “Dall’Est con Amore. Quattro storie di vita e integrazione”, e “La vita sopra ogni cosa” prodotti da Cittadini del Mondo Onlus, sono i suoi ultimi documentari.

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Per chi volesse contattare il regista Karim Galici per una intervista: 3398062937 – Presidente Associazione Cittadini del Mondo – produttore del docufilm Giuseppe Carboni 3336811007

(foto di Piero Martinello)