Giornata della memoria: “Storia di un uomo magro” in 13 centri della Sardegna

redazione

Con 15 rappresentazioni (in 13 centri della Sardegna) dello spettacolo “Storia di un uomo magro” dell’attore-regista Paolo Floris, l’Associazione Pane e Cioccolata ricorderà anche quest’anno la Giornata della memoria, istituita dall’Assemblea dell’Onu il primo novembre 2005 per commemorare le vittime dell’Olocausto. Lo spettacolo – proposto negli anni scorsi nel Lazio, in Toscana, al Memoriale della Shoah di Milano, all’università di Malaga, alla Luiss di Roma – è sostenuto finanziariamente dalla Fondazione di Sardegna. Saranno coinvolti oltre 1600 studenti tra scuole medie e superiori col patrocinio dei Comuni di Nuoro, Dorgali, Orgosolo, Mamoiada, Oschiri, Perdasdefogu e Tortolì.

Il programma è in costante aggiornamento. Le date potrebbero subire variazioni causa situazione Covid. Per informazioni scrivere a pane.cioccolata@yahoo.it.

La vicenda narrata- Storia di un uomo magro racconta le vicende di Vittorio Palmas, uno dei tanti uomini partiti per la Seconda guerra mondiale, la cui storia è resa eroica dalla drammaticità degli eventi bellici che caratterizzano la Seconda Guerra Mondiale.

Vittorio Palmas, di Perdasdefogu, morto due anni fa poco prima di compiere 106 anni, è stato per un periodo nel campo di concentramento di Bergen Belsen, lo stesso di Anna Frank. Gli ebrei, gli omosessuali, gli zingari ma, spesso, anche i prigionieri politici, venivano pesati ogni settimana. E chi pesava meno di 35 chili veniva ucciso. Una mattina del 1944 Palmas sale sulla bilancia, il peso è 37. E Vittorio racconterà: “Sono vivo per due chili”.

Tratto dal libro di Giacomo Mameli La ghianda è una ciliegia, lo spettacolo di Paolo Floris, nato dall’incontro con Ascanio Celestini e l’autore del libro, riporta alla luce i ricordi di Vittorio. Con una narrazione leggera, che non risparmia gli orrori del nazi-fascismo, la vita del soldato sardo diventa, sul palco, con la tecnica del teatro di narrazione, il simbolo di tanti uomini comuni che la violenza della guerra ha trasformato in eroi.

La memoria rimane se viene raccontata: così ha fatto Vittorio Palmas, così ha fatto Giacomo Mameli attraverso il suo libro e così ha fatto, tramite il palcoscenico, Paolo Floris.

Canto del tenore “Murales” di Orgosolo- “Cantigu de soldadu mortu” è il titolo di un sonetto (Canto per un soldato ucciso) scritto da Mario Pinna, poeta sardo che insegnava Letteratura italiana e comparata alle università di Madrid e Padova. La poesia piacque a Piero Calamandrei che la pubblicò sul numero 9-10 della Rivista il Ponte del 1951 interamente dedicato alla Sardegna. Prima del monologo di Floris, l’ultima strofa di quel sonetto (nei teatri di Oschiri e Orgosolo) verrà cantato dal coro a tenore “Murales” di Orgosolo.

Paolo Floris- Paulilatino 1985, attore, autore, regista. È cresciuto artisticamente con Giancarlo Sammartano e Ascanio Celestini. Lavora per la compagnia romana Fondamenta Teatro e Teatri con cui si occupa di teatro greco e latino. Interessato all’arte affabulatoria, racconta la storia del nostro Paese partendo dalla ricerca antropologica sul campo. Tra i suoi spettacoli teatrali: Gramsci spiegato a mia figlia

La ghianda è una ciliegia (Cuec, 2006, Il Maestrale 2021) – Il romanzo (vincitore del Premio Orsello per la letteratura nel 2007, presidente della giuria Sergio Zavoli) dà voce ai senza-parola, ai “vecchi ragazzi” della Seconda guerra mondiale, la maggior parte dei quali analfabeti, protagonisti di una epopea tra le più tragiche della nostra storia contemporanea.

Giacomo Mameli

Perdasdefogu 1941, giornalista, scrittore. Laureato in Sociologia, alla Scuola superiore di giornalismo di Urbino ha discusso la tesi con Paolo Fabbri (“Quattro paesi, un’isola”). Collabora con Il Corriere della Sera, Il Sole 24 ore, La Nuova Sardegna.

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