Cagliari: il coraggio non basta, ma la strada è giusta

Terza sconfitta consecutiva per la squadra rossoblù, ma la prestazione coraggiosa fa ben sperare nella lotta per la zona retrocessione. Nonostante la sconfitta con la capolista, il Cagliari ha mostrato di aver superato la brutta prova contro lo Spezia

di Antonio Tore

Nonostante la sconfitta (contro la capolista si poteva mettere in conto) Il Cagliari ha sfoderato una prestazione più che decorosa e, puri non creando grandi problemi alla difesa rossonera, ha sfiorato un pareggio che avrebbe avuto del miracoloso colpendo la traversa con Pavoletti all’ultimo minuto.

Sugli scudi la difesa che, pur subendo la pressione continua del Milan, ha disputato una gara attenta con Goldaniga che ha costretto Leao (osannato da tutti i giornali) a girare al largo dall’area rossoblù, permettendosi anche qualche incursione oltre la metà campo e che ha portato l’allenatore Pioli a sostituire il numero 17 con il più agile Rebic.

E che dire di Lovato? Ormai sembra un veterano e non una giovane promessa: ha sovrastato l’altrettanto osannato Giraud costringendolo a giocare spesso spalle alla porta, anche se proprio in questa posizione il francese ha effettuato una sponda per l’accorrente Bennacer che non ha lasciato scampo a Cragno. Lo stesso numero 66 del Cagliari è stato protagonista di un episodio che, secondo Mazzarri, avrebbe meritato il calcio di rigore per una uscita avventurosa del portiere rossonero. Ma si sa, alcuni arbitri sono (inconsapevolmente?) influenzati dal blasone di certe squadre e, probabilmente, a parti invertite, Di Bello avrebbe fischiato la massima punizione.

Per completare la difesa, Mazzarri sembra aver scelto definitivamente il giovane Altare, col risultato che nella corsia di sinistra i milanisti sono passati al largo, con qualche incursione solitaria e velleitaria di Calabria.

Alle loro spalle il solito Cragno attento e preciso nella sua area. La Nazionale ha sicuramente un vice Donnaruma che sembra aver superato la concorrenza degli altri portieri in lizza.

E davanti alla difesa ha sfoderato un’altra prestazione eccellente Grassi, uno schermo preciso e instancabile tra difesa e centrocampo, autore anche di alcune pericolose incursioni in avanti.

Una menzione a parte merita la partita sulla fascia: definito  “il miglior difensore di sinistra”, Theo Hernandez ha combattuto con Bellanova con cui ha ingaggiato diversi duelli in velocità e forza fisica. Certamente ha prevalso l’esperienza del milanista, ma in diverse occasioni Pioli l’ha dovuto spostare nella zona centrale del campo nel tentativo, forse, di portare fuori posizione il giovane rossoblù (di scuola rossonera, non dimentichiamo).

La classifica, logicamente, non è migliorata ma nemmeno peggiorata più di tanto: la corsa adesso si fa, per iniziare, sulla Sampdoria, attesa all’ora di pranzo in quel di Venezia in uno scontro che può avere risvolti anche nella zona di bassa classifica.