Rubrica: “La Sardegna dei Comuni” – Noragugume

di Antonio Tore

Noragugume è un comune della provincia di Nuoro, conta circa 300 abitanti e confina con Dualchi, Sedilo, Silanus, Ottana e Bolotona.

Molti studiosi sono d’accordo sul significato del toponimo che deriverebbe dalla base paleosarda “nur” (che dà origine alla parola nuraghe) e da “cucuma“, che deriva dal latino “cùccuma“, che significa “pentola”, in riferimento probabilmente alla presenza di un nuraghe a forma di pentola. A rafforzare l’ipotesi è il fatto che nel medioevo il paese veniva chiamato Nuracùcuma o Noracògoma.

Noragugume è dedito prevalentemente all’allevamento e fa parte dei borghi autentici d’Italia.

Il borgo, situato nella regione del Marghine, fu abitato dall’epoca preistorica, in particolare nel periodo prenuragico e nuragico, come attestano la presenza di diversi monumenti quali il menhir di Sa Perda`e Taleri e i nuraghi di Tolinu e Irididdo.

Il menhir sa Pedra ‘e Taleri, di tipo proto-antropomorfo, databile 3300-2500 a.C., alto quattro metri e mezzo, emerge isolato e imponente su un’area pianeggiante.

Numerosi i nuraghi, tra cui l’Irididdo già citato ha una torre centrale e due laterali, chiamati Muresune e Litzera. Il più famoso, tuttavia, è il nuraghe Tolinu, che si trova in posizione dominante su un altopiano a due chilometri dal paese. La struttura, risalente al periodo del Bronzo medio e rimaneggiata in fasi successive con uso fino a età storica, è complessa con bastione e torre centrale ben conservati. Attorno si intravede l’insediamento abitativo.

Nel periodo giudicale il nome del villaggio divenne Nuracogomo, fece parte della curatoria del Marghine e fu inserito nel giudicato di Torres.

Il centro storico dell’attuale borgo risale al XV secolo come testimonia la chiesetta di Santa Croce (Santa Rughe).

Nel 1259, alla caduta del giudicato, passò per breve tempo al giudicato di Arborea, dove fu inglobato nella curatoria di Parte Barigadu, e successivamente passò al Marchesato di Oristano.

Dopo la sconfitta definitiva degli arborensi, avvenuta nel 1478, passò sotto il dominio aragonese.

Nel secolo XVIII fu compreso nel marchesato del Marghine, feudo prima dei Pimentel e poi dei Tellez-Giron, ai quali fu riscattato nel 1839 con l’abolizione del sistema feudale.

Lo stemma del Comune di Noragugume merita una particolare citazione perchè rappresenta tre immagini differenti: un albero sradicato, ma con 71 foglie verdi che spuntano da sette rami. La seconda immagine presenta una pecora con la testa rivoltata che riposa su un prato verde, mentre la terza evidenzia la chiesa della Beata Vergine Maria d’Itria su uno sfondo rosso, ma con porte e finestre chiuse.

L’albero sradicato è l’antico simbolo del Giudicato di Arborea che risale al XIII secolo. La pecora ricorda l’attività della pastorizia. La chiesa della Beata Vergine d’Itria, la cui devozione è molto sentita dalla popolazione, è di impianto gotico-catalano e risale al 1623.

Noragugume si trova in una zona collinare a 300 metri d’altitudine e domina la piana di Ottana tra il lago Omodeo e la catena del Marghine, sovrastata a sua volta dall’imponente massiccio del Gennargentu.

L’attuale abitato mostra un paese ordinato e ornato da murales, risale al XV secolo con al centro la chiesetta di santa Croce, consacrata nel 1593.

Oltre alla moderna chiesa parrocchiale di san Giacomo – patrono festeggiato a fine luglio – altre due chiese sono di notevole rilevanza: in periferia l’antica chiesa campestre di san Michele e nella piazza centrale la Beata Vergine d’Itria, d’impianto gotico-catalano (1623).

La festa della Madonna d’Itria, che si tiene il martedì di Pentecoste, è la più sentita in paese ed è accompagnata da un’ardia, corsa al galoppo attorno al santuario, forse risalente a quando il paese era diviso in rioni e i cavalieri, che li rappresentavano, cercavano di conquistare il drappo della Vergine.

A fine giugno, invece, si festeggia san Giovanni e a fine ottobre s’Izzadorzu, celebrazioni accompagnate da eventi folcloristici, gare poetiche in logudorese e degustazioni di ricette della tradizione pastorale. La carne di pecora bollita e d’agnello arrosto o in umido sono protagoniste, accostate patate, piselli e finocchietto selvatico. Con le interiora d’agnello o capretto sono preparate co rdula e trattalia. Ampia la varietà di pane, da quelli di tutti i giorni, tra cui su bistoccu, a quelli elaborati per le ricorrenze.

A ogni festa è abbinato un dolce: frisciolas, pasta violada e culinzones de mendula per carnevale, casadinas al formaggio e tiliccas (sapa, mandorle e miele) a Pasqua, pabassinos di mandorle, noci e uvetta e santos de tuccaru per Ognissanti.

Negli anni ’60 Noragugume salì alla ribalta delle cronache per un fatto di sangue che coinvolse diverse persone in una storia di amori e tradimenti, con protagonista il ragionier Francesco Lutzu.

Secondo le ricostruzioni “indiziarie” il Lutzu fu costretto a sposare la domestica Domenicangela Atzas, rimasta incinta durante la relazione col ragioniere che, nel frattempo, si innamorò di Margherita Sequi che anch’essa si scoprì incinta.

Dopo una gita al mare, il 19 luglio 1961, l’auto su cui viaggiavano Francesco Lutzu e la moglie Domenicangela fu fatta segno ad alcuni colpi di arma da fuoco. Lutzu abbandonò l’auto con la moglie a bordo e fuggì a cercare aiuto nella caserma dei Carabinieri.

A questo punto, scattarono i requisiti del giallo vero e proprio. All’arrivo sul posto dell’agguato la moglie fu trovata “morta” dentro l’auto che era finita nella cunetta. La donna venne trasportata all’Ospedale dove, però, venne dichiarata morta alle ore 23,30.

L’accusa degli inquirenti, tuttavia, sosteneva che la donna fosse stata uccisa in una località sconosciuta e poi fatta ritrovare sul luogo dell’attentato organizzato dal marito.

Nonostante le continue proteste di innocenza, i dibattimenti, compresa la revisione del processo, affermarono la colpevolezza di Francesco Lutzu, unitamente al padre Antonio e a Margherita Sequi la quale, solo in un secondo momento, fu assolta dalle accuse di complicità.

(foto dal sito Sardegna Turismo e Facebook)