Un Cagliari rinunciatario battuto a Genova: in gioco la salvezza

L’occasione era ghiotta, ma il Cagliari non ha avuto la capacità e la forza per imporsi al Genoa: adesso la classifica fa veramente paura

di Antonio Tore 

Un Cagliari disposto in campo per contenere e non per vincere una partita contro una squadra  ampiamente alla portata. Adesso la classifica e le prossime partite incutono paura.

E’ praticamente inutile parlare del gioco e della partita, ma è stato evidente fin dal fischio inziale che la squadra era stata impostata da Mazzarri per cercare di portare a casa un punto, cosa che era riuscita fino a due minuti dal termine del tempo regolamentare.

La mentalità vincente, evidentemente, non fa parte del DNA dei rossoblù cagliaritani, nè gli è stata inculcata dall’allenatore toscano.

Che dire dei giocatori? Marin non pervenuto, Joao Pedro isolato non ha ricevuto che pochi palloni giocabili, Keità ha fatto confusione e sprecato occasioni, Bellanova frenato.

Inutile chiedersi se anzichè colpire il palo, fosse entrato in rete il pallone del capitano rossoblù: le partite si vincono creando occasioni e segnando, non recriminando sulle occasioni perse.

La classifica, in coda, si è pericolosamente accorciata e il vantaggio del Cagliari si è ridotto a tre punti su Genoa e Salernitana, con la squadra campana che deve recuperare la partita con il Venezia.

I numeri non mentono: l’attacco del Cagliari, con 31 reti all’attivo, è il quart’ultimo della serie A e la difesa è al penultimo posto con 62 reti subite. Peggio ha fatto solo la Salernitana, sul cui campo il Cagliari giocherà l’8 maggio in quella che si annuncia come l’ultima battaglia tra squadre disperate.