Nessun miracolo: il Cagliari in serie B

Neanche le notizie sulla debacle interna della Salernitana sono riuscite a scuotere i rossoblù, che hanno cozzato inutilmente contro il muro del Venezia e senza creare grossi pericoli ai lagunari

di Antonio Tore

Questa volta è veramente finita: il Cagliari scivola mestamente in serie B. Dopo anni di pericolose discese e salvezze raggiunte sul filo di lana, sogni infranti e speranze sul nuovo stadio, la squadra ha finito questo disgraziato 2022 in lacrime e quasi incredula per non essere riuscita a segnare un misero golletto che avrebbe significato la salvezza.

I risultati, in qualsiasi campo, si sa che non arrivano per caso e, saggezza insegna, che non bisogna mai far il passo più lungo della gamba. E qui iniziano i problemi della Società rossoblù.

Dopo le illusioni inziali del campionato 2019-2020, con alla guida Maran, erano iniziati i problemi che, fino ad allora, erano stati nascosti, ma che erano esplosi e conclusi con l’allontanamento dell’allenatore e la sua sostituzione con Walter Zenga il quale, in pieno periodo di pandemia, riuscì, comunque, ad ottenere la salvezza ma non fu confermato sulla panchina rossoblù.

Giulini, con in testa il progetto del nuovo stadio e la illusione di costruire una squadra che lottasse per l’Europa, affidò la squadra a Eusebio Di Francesco, novello vate del calcio totale stile olandese.

Ma anche questo progetto è naufragato, con sole tre vittorie in 23 incontri. Di Francesco fu sostituito con Leonardo Semplici che compì un mezzo miracolo portando la squadra ad una salvezza impensabile. E dopo un lungo periodo di incertezza, Giulini confermò (forse per mancanza di valide alternative) Semplici per il campionato 2021-2022, ma dopo appena tre giornate e un solo punto in classifica optò per il cambio immediato, chiamando Mazzarri, reduce da diversi esoneri.

L’impazienza dimostrata con Semplici, tuttavia, non fu riservata all’allenatore toscano che, nonostante diversi risultati negativi (7 partite perse su 8 giocate) riuscì ad evitare l’esonero (invocato spesso dai tifosi) fino alle terzultima giornata del campionato appena terminato.

La soluzione interna, con Agostini catapultato dalla Primavera (qualificata ai playoff scudetto) alla prima squadra, non ha prodotto lo scossone sperato e ciò che è capitato ieri sera è sotto gli occhi di tutti.

Indubbiamente la Società dovrà riflettere, con umiltà, sulle scelte effettuate in termini di allenatori ma anche di giocatori dal passato glorioso, ma incapaci di calarsi nella realtà di una squadra di provincia che deve, ogni anno, lottare per mantenere la categoria.

La serie B, paradossalmente, è molto più duro e complicato della serie A in cui ogni campo è un ribollire di passione, tifo caldo e decisione nel giocare.

Sarà da mettere in conto la dolorosa cessione di diversi giocatori, sia per decisione della società sia perchè alcuni erano in prestito e rientreranno nelle squadre di appartenenza.

I giocatori con più mercato, si sa, sono sempre quelli e le notizie si rincorrono ormai da diverso tempo: Cragno (cercato dal Torino, Fiorentina e Lazio), Joao Pedro (voluto dagli stessi Torino e Fiorentina), Bellanova (sembra destinato alla Juventus), Lykogiannis e Ceppitelli (richiesti dall’Udinese), Nandez (con la valigia pronta da diversi anni sembrerebbe richiesto dal Napoli e dalla stessa Juventus).

Ci sono, poi, i rebus dei giocatori di proprietà del Cagliari calcio che militano in altre squadre il cui destino è nelle mani, perciò, di altre Società: citiamo solamente Vicario e Simeone, le cui cessioni definitive porterebbero notevole liquidità nelle casse.

La parola a questo punto passa a Giulini che in diverse interviste ha manifestato l’intenzione di mantenere il timone della Società, allontanando le voci di cessione. La speranza dei tifosi, logicamente, è di una immediata risalita nella massima serie, anche non sarebbe da escludere una profonda rifondazione del parco giocatori con un progetto a medio termine.

Sciolto il nodo della proprietà, occorrerà procedere alla riorganizzazione della struttura societaria (anche il responsabile del mercato è importante) e alla scelta di un allenatore conoscitore della realtà della serie B e desideroso di riconoscersi nella squadra che rappresenta  non solo una città ma una Regione intera.